JULIEN BELTRANDO_GINO
Gino, guidato da Julien Beltrando, è un angolo d'Italia a Toulon. In questa intervista, Julien ci introduce al mondo di Gino, dove la cucina tradizionale italiana si fonde con la creatività e con una cura meticolosa per gli ingredienti.
Ciao Julien, grazie per essere qui con noi oggi! Partiamo subito con una domanda che tutti si pongono: chi è Gino?
“Gino non è solo un ristorante, è un vero e proprio angolo di Italia qui a Toulon. È il posto dove l’amore per la cucina italiana si fonde con il desiderio di offrire ai nostri ospiti qualcosa di autentico e speciale. Gino è, per me, un progetto che va oltre il piatto, è un'esperienza che racconta una passione per il cibo e per l’ospitalità. Voglio che chi viene da noi si senta sempre come a casa, circondato da piatti che parlano di tradizione, ma con un tocco personale che li rende unici”.
Cosa troveremo nel menu di Gino. Che tipo di cucina proponete?
“Da Gino, puntiamo sulla semplicità, ma anche sulla qualità assoluta. La nostra è una cucina che parla di Italia, con piatti come pizza, pasta e antipasti, ma sempre con ingredienti freschi, locali e di stagione. Ogni due mesi rivediamo il menu, per seguire la stagionalità e portare sempre in tavola il meglio di ciò che la natura ci offre. La tradizione italiana è la nostra base, ma cerchiamo di aggiungere quel tocco in più che rende ogni piatto speciale e inaspettato”.
Che dire del segreto dietro una pizza perfetta? Come mai l’impasto è così importante per te?
“L’impasto è la base di tutto. Senza un buon impasto, la pizza non può essere davvero buona. Per noi è una vera e propria ricerca. Ogni pizza che prepariamo nasce da un lungo lavoro di sperimentazione e perfezionamento. Usando farine speciali come la Petra 5037 e Petra 5063, otteniamo un impasto morbido, leggero e fragrante. Abbiamo anche una tecnica particolare: una biga con un'idratazione del 62%, che ci permette di ottenere una lievitazione perfetta. È l’impasto che fa la differenza!”
È davvero affascinante vedere quanto impegno c’è dietro un semplice impasto. E poi c’è la partecipazione al Sirha di Lione con Petra Molino Quaglia, un’esperienza che immagino ti abbia dato tanta soddisfazione. Cosa hai portato in questa occasione?
“Partecipare al Sirha di Lione è stata un’emozione incredibile. Ho avuto l’onore di presentare la nostra pizza Pia, che è molto speciale per me perché rappresenta un omaggio a mia nonna. La Pia è una pizza che parla di famiglia, di tradizione, e di ingredienti di altissima qualità. La mozzarella fior di latte della Latteria Sorrentina, la porchetta di Ariccia e una crema di aglio confit che abbraccia il palato sono gli ingredienti che la rendono unica. Vedere la reazione degli chef e degli operatori del settore è stata una grande soddisfazione, ma per me è stato soprattutto un modo per condividere una parte della mia storia e della nostra cucina".
(ndr) Libera rielaborazione dei testi originariamente contenuti nella seguente fonte:
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