Podcast integrale Puglia, Basilicata ed Emilia Romagna
Da un’infanzia trascorsa in un panificio di famiglia, a un ritorno consapevole alla terra e al pane, passando per dodici anni di esperienze manageriali in giro per l’Europa. È il percorso di Massimiliano Leonetti, oggi tra i protagonisti del progetto Petra Evolutiva, che sta ridisegnando il modo di produrre pane in Italia.
Durante l'incontro online con altri membri della rete Evolutiva, coordinato da Luca Giannino, Massimiliano ha raccontato il viaggio che lo ha portato a fondare DAMA, il suo panificio in Puglia.
Un progetto nato dal bisogno di tornare all’essenziale: “Mi sono accorto che quello che davvero mi appassionava era panificare – ha detto – ma farlo in modo diverso, con più consapevolezza e rispetto per ciò che sta a monte del nostro lavoro”.
Dopo anni passati a creare format per aziende italiane all’estero, nel 2021 ha deciso di rimettere le mani in pasta. Ma non voleva semplicemente riaprire un forno: voleva costruire qualcosa che avesse senso, radici e coerenza. L’incontro con la rete Petra Evolutiva, promossa dal Molino Quaglia, è stato il punto di svolta.
“Quando ci siamo conosciuti – ha raccontato Luca Giannino, coordinatore del progetto – Massimiliano ha abbracciato subito la filosofia della filiera evolutiva. In pochissimo tempo è diventato parte attiva del progetto”.
Per Massimiliano, questa filiera rappresenta un modo concreto per dare dignità e valore al lavoro agricolo: “Non si tratta solo di scegliere una farina buona, ma di adottare tutto il percorso, dall’agricoltore fino al forno. È diverso. È reale. È un sogno che si realizza”.
Il progetto Petra Evolutiva si fonda su grani autoctoni, coltivati secondo criteri di biodiversità, lavorati in modo artigianale e trasformati in pane da forni che condividono la stessa visione etica e ambientale.
“Per me – ha spiegato Leonetti – è importante sapere chi ha coltivato il grano, conoscere il mugnaio, essere parte attiva di ogni passaggio. Solo così posso dire che il pane che offriamo è davvero nostro, dalla terra fino al banco”.
Nel corso dell’incontro, Massimiliano ha conosciuto virtualmente Tito Carparelli, l’agricoltore pugliese che cura i campi da cui nascono i grani del progetto.
“Questi momenti – ha detto – sono la prova che stiamo costruendo qualcosa di autentico. È bello mettere facce e voci dietro ai prodotti. È il contrario dell’anonimato della grande distribuzione”.
Il sogno di Leonetti non si ferma alla produzione: al centro del suo lavoro c’è anche la volontà di educare i clienti, raccontando la filiera e sensibilizzando su temi come la biodiversità, la sostenibilità, la qualità.
“Voglio che chi compra il nostro pane sappia cosa c’è dietro. Che non è solo farina e acqua, ma una comunità intera che lavora con cura e passione”.
Una storia che parte da lontano, ma che oggi parla al presente e al futuro. Con i piedi nella terra, le mani nella farina e lo sguardo verso un modo nuovo – e profondamente umano – di fare impresa.
(ndr) Libera rielaborazione dei testi originariamente contenuti nella seguente fonte:
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