Sasà Martucci I Masanielli rilancia sempre di più: Tre pizze che valgono il viaggio ovunque voi siate


Sasà Martucci nel periodo pandemico ha studiato, si è confrontato ed ha testato, sviluppando quella certa “golosità” di conoscenza che, se opportunamente sfruttata, può produrre ottimi risultati...

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È inarrestabile la sua smania di fare sempre meglio, applicando il celebre pensiero di Socrate: “So di non sapere”, frutto di consapevolezza. Un invito a conoscere, ad indagare, per imparare, per andare oltre.

Ha fatto passi da gigante, in questo ultimo anno in particolare, tanto da scalare la classifica di 50 Top Pizza, piazzandosi nel 2021 all’undicesimo posto e portando a casa anche il premio di Miglior servizio di sala, conquistato grazie a collaboratori preparati, attenti e accorti anche alle esigenze della clientela, coadiuvati dal direttore Sergio Macchiarella e da Giovanna Orciuoli.

L’impasto morbido e fondente di Sasà fa da base a calibrati gusti di pizze che entrano ormai a far parte dei “must” da provare da I Masanielli Sasà Martucci: non ultima la Margherita Casertana, dove è impiegato il pomodoro riccio, una cultivar locale, ricca di polifenoli, le cui tracce risalgono a metà del 1800, e della quale facevo segnalazione in un precedente articolo. Oggi suggerisco di non fare a meno della Umami di maiale, che vale davvero il viaggio, insieme alle altre due che di seguito riporto (mi assumo la responsabilità di questa affermazione).

Una pizza che mescola tipicità e radicamento nel territorio nell’impiego degli ingredienti e una visione nuova e creativa della farcia, che mostra grande equilibrio al morso, con alternanza di dolcezza, sapidità e acidità, data dal fior di latte misto bufala, dalla scarola riccia, dalla guancia di maiale di razza casertana cotta a bassa temperatura, dalla crema di papaccelle, dalla granella di nocciole di Giffoni, dalla polvere di olive caiazzane e dalle fettine di mela annurca. Segue la Quattro pomodori in quattro consistenze, dove è totale l’esaltazione del pomodoro (vivaddio!): datterino giallo e rosso, pomodoro rosso a grappolo, estratto di pomodoro ciliegino e formaggio primo sale di bufala.

Per rimanere in tema stagionale, c’è poi La Castagna e le sue consistenze, una pizza difficile, tutta giocata sul calibrato impiego degli ingredienti e dove davvero basta poco per sbagliare: fior di latte di vacca pezzata rossa, cicoria, crema di castagne, castagne tritate e a fette e colatura di alici. Si alternano sensazioni di amaro, di dolce, grasso e non ultimo una personale nuance salmastra che chiude in bellezza il morso.

Se andate in questo periodo, fatevi servire il panettone ottenuto con l’impiego del burro di Normandia e della vaniglia del Madagascar, preparato dal pastry chef Luca Terrazzano, nella versione classica o in quella con le pere, le noci e il miele di acacia di Casertavecchia.


Antonella Amodio
fonte: https://www.lucianopignataro.it/a/sasa-martucci-i-masanielli-rilancia-sempre-di-piu-tre-pizze-che-valgono-il-viaggio-ovunque-voi-siate/209163/


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