Locanda Dei Feudi 2.0 a Filetta di Francesco Capece. Quando il canotto passa attraverso il cellulare


Pizzaiolo emergente, giovane mente imprenditoriale che sa valorizzare un mestiere antico valorizzando allo stesso tempo i vantaggi dell’innovazione

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Ha fatto bene Francesco Capece ad associare al nome  della sua “Locanda dei Feudi”, 2.0! L’ innovazione la capisci da subito, sin da quando dopo aver prenotato il tuo tavolo ed aver preso posto nella lunga lista di attesa, ti arriva un simpatico sms con due link ben distinti: uno che ti indica lo stato del tuo nome della lista delle prenotazioni, l’altro che ti anticipa il menù illustrato direttamente sul tuo smartphone con tutte le proposte firmate Capece.

Di lui avevamo sentito parlare: un po’ proprio attraverso i social invasi dalle foto di clienti che ritraevano le pizze della Locanda, un po’ dalle persone che, da ritorno da una buona esperienza, ci invitavano a provarlo.

Pizzaiolo emergente, giovane mente imprenditoriale che sa valorizzare un mestiere antico valorizzando allo stesso tempo i vantaggi dell’innovazione.

Presi dalla curiosità, dunque, una domenica sera di fine settembre, abbiamo contribuito a prender parte alla folla che riempie la sua pizzeria.

Nel piccolo paese di Filetta, a pochi chilometri da Salerno, sorge Locanda dei Feudi, che è poi la locanda di Francesco, una vera e propria vetrina d’eccellenza, uno show room della pizza e dei migliori ingredienti campani.

Francesco Capece la sa lunga o meglio, il suo occhio guarda lontano, oltre al classico disco di pasta e delle sue origini da buon pizzaiolo. La sua ricerca per la selezione dei prodotti da utilizzare è maniacale ma di quella precisione che fa piacere, che appaga il cliente, quello che vuole qualcosa di nuovo che lasci il ricordo di una serata diversa dalle solite “pizzate”.

I clienti della Locanda dei Feudi 2.0 arrivano da ogni dove, fanno passaparola e poi ritornano.

L’attività nasce due anni fa, a pochi chilometri da Salerno dove Francesco prende in mano un locale già esistente, dopo un tour che lo ha visto al forno in diverse pizzerie che lo porta alla fine a dare al suo un’identificazione ben precisa, con una proposta varia: dalla pizza classica a quella gourmet, dai fritti alle pizze fritte che per lui, sono il vero cavallo di battaglia.

A sostenerlo nei suoi sogni di ragazzo caparbio, quasi alla soglia dei 27 anni, una famiglia compatta, con i genitori che fanno spola fra sala e cucina e suo fratello che, giovanissimo, ha deciso di seguirlo nell’attività, intraprendendo il suo stesso mestiere.

E in un paese di pochi abitanti e cullato dall’aria fresca delle colline salernitane, il giovane Capece ha lanciato la sua idea di pizza

Lievitazione che arriva circa alle 72 ore, con circa il 70% di idratazione, farina Petra 3 tipo 1, sale di Trapani ed un immenso canotto da affrontare sin dal primo morso con gusto, facendone da subito il vero elemento caratterizzante del suo disco di pasta.

I fritti si propongono come la classica selezione proveniente dalla tradizione partenopea: l’arancino, il crocchè e la frittatina di pasta.


La selezione delle pizze

- La pizza fritta: classica montanara, prima fritta poi passata in forno, condita con filetto di S. Marzano D.O.P. , fior di latte di Agerola e Parmigiano Reggiano.

- Bufalina: pomodorino di Corbara passato, mozzarella di bufala e olio evo di un piccolo frantoio di Giffoni Valle Piana.

- Non chiamatela tonno e cipolla: vellutata di cipolla ramata di Montoro, oliva di Caiazzo, datterino rosso, zeste di limone e l’inusuale tonno scottato che sulla pizza, fa davvero la differenza!

- Diavola secondo Francesco: fior di latte di Agerola, salame di cinghiale e pomodorino corbarino condito e caramellato: il giusto elemento per smorzare il piccante, in questo caso particolarmente spiccato, classico della diavola. Decisamente la preferita rispetto alle altre, una pizza che si fa ricordare, una grande esplosione di gusto!

- Tartufona: fior di latte, funghi porcini, tartufo nero e salsiccia, prodotta dalla macelleria Calabrese di S.Marzano sul Sarno, un particolare prodotto naturale e senza additivi.I prodotti che fanno da topping sono selezionati così come lo sono anche i produttori, a partire dal fior di latte, proveniente dal caseificio Fusco di Agerola, la mozzarella di bufala, i vari tipi di pomodoro, ognuno per ogni pizza.

Francesco è partito da poco, pochissimo, da una manciata di tavoli ma con una grande passione e tenacia che lo ha visto raggiungere il record di 17mila presenze in sole sette settimane.

E’ davvero un visionario della cosiddetta new age, sempre con il sorriso, che vive di farina e pizza, pizza e farina e che magari a fine cena, si presenta al tavolo a salutare i clienti con il gelato della gelateria accanto, della famiglia Cioffi, dove c’è il gusto alla nocciola di Giffoni tra i più buoni della regione.


Francesca Faratro
fonte: https://www.lucianopignataro.it/a/pizzeria-locanda-dei-feudi-filetta-francesco-capece/133911/


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