Questo è il diario di Irene Penazzato, folgorata dalla passione per gli impasti, determinata a imparare le tecniche e i trucchi del mestiere, per aprire una nuova bakery con lo spirito e la visione delle persone della sua età. Il suo racconto ci accompagnerà nel corso di quest'anno sulle pagine della rivista Dolcesalato, e qui avremo anche le sue videotestimonianze per condividere con lei i successi, gli insuccessi, gli errori di percorso e le soluzioni agli sbagli inevitabili di chi comincia da zero. Buona visione !
video di Francesca Paluan per Petra Molino Quaglia
2006 - Pasticceria e pane
Dalle erbe spontanee alla tavola: percorsi interattivi di foraging e cucina creativa
HALL D5 - stand 153: vieni a conoscere la pasticceria vegetale e i corsi per la nuova generazione
Mentre il 2024 volge al termine, c'è bisogno di un momento per riflettere sui traguardi di quest’anno che se ne va e sugli insegnamenti preziosi che abbiamo tratto dai nostri clienti partner più affezionati.
<titolone>Germinati di legumi e pseudocereali: verso un’alimentazione sostenibile e nutrizionalmente avanzata</titolone> <b>Grano saraceno: un pseudocereale sostenibile e versatile </b> Il grano saraceno (*Fagopyrum esculentum*) è uno pseudocereale sostenibile, caratterizzato da una crescita che richiede quantità limitate di acqua e nutrienti rispetto ad altre colture. Completa il ciclo vitale in 3-4 settimane ed è adattabile a climi freschi, risultando ideale per coltivazioni in aree montane, come quelle mediterranee, dove frumento e mais sono difficili da coltivare. Dal punto di vista nutrizionale, il grano saraceno offre proteine di alta qualità ricche di amminoacidi essenziali, vitamine, minerali e componenti bioattive come fibre, polifenoli e carboidrati a lenta digeribilità. Le sue proprietà funzionali e nutraceutiche lo rendono benefico per la salute e particolarmente adatto alla produzione di alimenti senza glutine, essendo privo di sequenze proteiche tossiche per i celiaci o per chi soffre di sensibilità al glutine. <b>Lenticchia: una risorsa nutrizionale sostenibile </b> La lenticchia (*Lens culinaris*) è una leguminosa ampiamente coltivata e apprezzata per il suo alto valore nutrizionale e la sostenibilità ambientale. Richiede una quantità limitata di risorse per crescere, come acqua e fertilizzanti, ed è in grado di fissare l’azoto atmosferico nel terreno, migliorandone la fertilità e riducendo la necessità di fertilizzanti chimici. Questo la rende una coltura ideale per sistemi agricoli a basso impatto ambientale. Dal punto di vista nutrizionale, la lenticchia è una fonte eccellente di proteine vegetali, contenendo una buona percentuale di amminoacidi essenziali, seppur con una quantità limitata di metionina. È inoltre ricca di fibre, carboidrati complessi, vitamine (soprattutto gruppo B) e minerali come ferro, zinco e magnesio. Presenta anche composti bioattivi, come polifenoli e saponine, che hanno effetti positivi sulla salute, tra cui proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie. La lenticchia è particolarmente rilevante dal punto di vista nutraceutico, essendo associata alla riduzione del rischio di malattie croniche come diabete, obesità e patologie cardiovascolari. Inoltre, grazie alla sua composizione, rappresenta un alimento adatto a diete equilibrate e a basso indice glicemico. <salta> <titolone> La germinazione assistita Petraviva </titolone> La germinazione assistita si rivela un processo chiave per valorizzare le proprietà nutrizionali e gustative del grano saraceno e della lenticchia. Questo approccio permette di ottenere ingredienti non solo più salutari e digeribili, ma anche più raffinati dal punto di vista sensoriale, aprendo nuove possibilità per lo sviluppo di ricette innovative e armoniose. L’abbinamento di questi due ingredienti, in particolare, offre un perfetto equilibrio tra gusto e nutrizione, rispondendo alle esigenze di un’alimentazione moderna e consapevole.<salta> <b>Il limite dei fattori antinutrizionali </b> Sia il grano saraceno che la lenticchia presentano fattori antinutrizionali, come l’acido fitico e gli inibitori delle proteasi, che possono ridurre la biodisponibilità di nutrienti essenziali (ad esempio, minerali, proteine e vitamine) e influire negativamente sulla digestione. Questi composti, sebbene abbiano alcune funzioni protettive per i semi, rappresentano un ostacolo per il pieno sfruttamento delle loro qualità nutrizionali. La germinazione assistita emerge come una soluzione efficace per affrontare questo problema, migliorando la digeribilità e aumentando la biodisponibilità dei nutrienti. Attraverso questo processo, il metabolismo del seme viene riattivato, portando alla degradazione di alcuni fattori antinutrizionali e alla sintesi di composti bioattivi benefici. <b>Effetti della germinazione assistita </b><salta> > <b>Carboidrati:</b> La germinazione assistita aumenta l’idrolisi dell’amido, migliorando la disponibilità energetica senza alterare l’indice glicemico, con un effetto positivo sulla gestione della glicemia.<salta> > <b>Proteine:</b> Favorisce la formazione di peptidi bioattivi e aminoacidi liberi, migliorando la qualità proteica e la digeribilità.<salta> > <b>Lipidi:</b> Modula favorevolmente il profilo degli acidi grassi, riducendo i saturi e aumentando l’efficienza metabolica del seme.<salta> > <b>Polifenoli:</b> Incremento fino a 20 volte nel contenuto, soprattutto in forme bioaccessibili, con effetti antiossidanti significativi e riduzione dello stress ossidativo. <salta> <b>Il gusto di grano saraceno e lenticchia: armonia ed eleganza grazie alla germinazione assistita </b> Il grano saraceno e la lenticchia, oltre a essere ricchi di nutrienti, possiedono profili aromatici distintivi che possono essere ulteriormente migliorati attraverso il processo di germinazione. <b> Il gusto del grano saraceno </b> Il grano saraceno ha un sapore intenso e caratteristico, con note terrose e leggermente amarognole. Queste caratteristiche, sebbene apprezzate da alcuni, possono risultare dominanti in preparazioni delicate. La germinazione ammorbidisce queste sfumature, riducendo le note amare e terrose, e dona un gusto più delicato e rotondo, con accenti leggermente dolci e nocciolati. Questa trasformazione rende il grano saraceno germinato un ingrediente più versatile, adatto a preparazioni che valorizzano aromi più equilibrati. <b> Il gusto della lenticchia </b> La lenticchia, invece, presenta un sapore morbido e leggermente dolce, con note che richiamano la noce e il terreno. La germinazione esalta la sua dolcezza naturale e conferisce una maggiore freschezza, eliminando eventuali toni terrosi persistenti. Questo processo permette di utilizzare la lenticchia germinata in preparazioni dove la delicatezza e l'equilibrio gustativo sono essenziali. <b>Abbinamento tra grano saraceno e lenticchia: un equilibrio gustativo e nutrizionale </b><salta> > L’abbinamento di grano saraceno e lenticchia crea un mix gustativo unico e complementare. Il sapore dolce e fresco della lenticchia germinata bilancia le note nocciolate e terrose del grano saraceno, mentre la loro consistenza combinata aggiunge complessità e piacevolezza al palato. Questo equilibrio si presta bene a piatti come insalate, burger vegetali, zuppe o persino prodotti da forno senza glutine. <salta> > Dal punto di vista nutrizionale, la combinazione di grano saraceno e lenticchia offre un profilo proteico completo, unendo gli amminoacidi essenziali delle due piante. Inoltre, l’abbondanza di fibre, polifenoli e altri composti bioattivi potenzia gli effetti benefici sulla salute, come il controllo della glicemia e la riduzione dello stress ossidativo. Il risultato è un alimento equilibrato, funzionale e gustoso, perfetto per una dieta salutare e sostenibile. <salta> <titolone>Domande frequenti</titolone> embed(https://a24340a1992a4a08bd84da2e23690023.elf.site)[900]
grano saraceno e lenticchie, germinati con l'esclusivo processo PetraViva, macinati in micro granuli a struttura irregolare, per portare il gusto a nuovi livelli. Ideale per biscotti, barrette nutrienti, gelati e prodotti di cioccolateria e pralineria. Una nuova frontiera nutrizionale per la pasticceria vegetale, perché associa le proteine di uno pseudocereale con le proteine di un legume
Luca Giannino e Davide Ferrante in un'anteprima di Petra 0107HP
È giunto il momento di guardare la colazione sotto una nuova luce, più contemporanea, versatile e sostenibile
La semifinale di Breakfast Revolution nelle aule di Università della Farina
Storia e ricette in stretto legame con la terra
Il simposio tecnico esperienziale sulla pizza contemporanea
In questa conversazione, Andrea Olivieri di Olivieri 1882 racconta a Luca Giannino la storia e la crescita dell'azienda dolciaria artigiana, le sfide affrontate nel mercato internazionale e l'importanza di mantenere alta la qualità del prodotto. Viene esplorato come l'azienda si adatti alle diverse preferenze dei consumatori nei vari mercati e le strategie per affrontare le sfide future nel settore dei lievitati.
Luca Giannino intervista Andrea Olivieri (nov 2024)
Il pane, per Irene, è casa e condivisione. Oggi è anche un modo per raccontarsi. Non si era mai sentita davvero brava in qualcosa, finché non ha scoperto la panificazione. Con le mani in pasta dà spazio a creatività e sentimento. Tutto parte dal licoli, il suo lievito madre liquido, che cura ogni settimana con farina Petra 6384. Cresce lui, cresce lei.
video di Francesca Paluan per Petra Molino Quaglia
Con "Adotta un Raccolto per Petra Evolutiva" nel Salento nasce una nuova generazione di grani teneri autoctoni dalla selezione naturale in una popolazione di grani teneri denominata Furat.
2006 - Ceramica Raku
Alessio Gentilini, chef al Manhattan Caffè di Marino, presenta il "Cestino d'Autunno", un croissant integrale con miele di castagno
Alessio Gentilini e il suo Cestino d'autunno
Il simposio tecnico esperienziale sulla pasticceriacontemporanea
Il percorso di formazione per raggiungere l'eccellenza nella pizza
Yann Duytsche ha trasformato il panettone in un simbolo di eccellenza artigianale in Spagna. Grazie alla sua dedizione, ha saputo portare questo dolce oltre i confini delle tradizioni, adattandolo ai gusti e alle abitudini di una cultura diversa. Il suo percorso dimostra che, con passione e competenza, anche un dolce simbolico come il panettone può trovare una nuova vita e conquistare il mondo, senza mai perdere le sue radici artigianali.
Luca Giannino intervista Yann Duitsche (nov 2024)
Pizza Expo
2006 - Il convegno della svolta
Riccardo Primiani, della pasticceria da Teo di Sorbolo (PR), presenta un Pain Suisse innovativo con pistacchio, mango e cioccolato
Riccardo Primiani e il suo Pain suisse al pistacchio e mango con cioccolato fondente
Il percorso di formazione per entrare nel mondo della bakery moderna
Alessandro Bartesaghi ha fatto sua la missione di far apprezzare il panettone artigianale italiano in Australia. Con passione e creatività, Alessandro trasforma un dolce italiano in una specialità amata anche a migliaia di chilometri di distanza, dimostrando che la qualità e l’impegno possono davvero superare ogni confine.
Luca Giannino intervista Alessandro Baresaghi (nov 2024)
2005 - Il convegno della svolta
Alessandro Landucci, co-proprietario della Casina di Marina di Massa, presenta il "Pain Dreams", una rivisitazione del Pain Suisse con crema alla banana, gel di lamponi e biscotto da cheesecake.
Alessandro Landucci e il suo Pain Dreams
Laboratori per costruire il tuo futuro
Éric Goeury, pasticciere di Montreal, ha trasformato una semplice curiosità in una sfida ambiziosa: portare il panettone artigianale in Canada, dove questo dolce non ha radici culturali. Tra difficoltà logistiche e la ricerca di ingredienti locali, Éric ha creato un prodotto unico che unisce la qualità artigianale a sapori tipici del territorio canadese, conquistando il cuore di un pubblico curioso e sempre più appassionato.
Luca Giannino intervista Éric Goeury (nov 2024)
2008 - Pane e dolci con l'ottica dell'alta ristorazione
Costantino Montemitro, che a San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia, sta alla regia della pasticceria Delice e il suo cornetto alla mora di gelso
Costantino Montemitro e il suo cornetto alla mora di gelso
Il simposio tecnico esperienziale sulla pasticceriacontemporanea
"Non vogliamo essere fautori di un metodo, non avremmo interessi nel farlo, vogliamo invece condividere un approccio innovativo al tema, che riteniamo possa risultare di grande aiuto per chi già opera nel settore da tempo ma anche per la nuova generazione di pasticceri, che sta facendo della sostenibilità e della trasparenza nell’informazioni due tra le sue bandiere più importanti."
2008 - Company profile e brochure di Accademia del Pane
1999 - Il cambio di rotta da molino industriale a progetto culturale
Debora Vella dell'Atelier Gourmet di Gatteo Mare e il suo Pane, olio e marmellata
Debora Vella e il suo Pane, olio e marmellata
Evento fieristico dedicato al mondo della gastronomia e del settore ho.re.ca.
2009 - Le diversità di Petra
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Antonio Spaziani del Maranto Lab di Frosinone e il suo Pain Suisse con porridge d'avena e mirtilli
Antonio Spaziani e il suo Pain Suisse con porridge e mirtilli
Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali
2009 - Il primo simposio tecnico sul pane
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Elisa, giovane e talentuosa pasticcera di 22 anni originaria di Cervia, ha rivoluzionato l'idea di colazione con il suo innovativo progetto chiamato Sakura Pancake
Elisa Brunetti e il suo Sakura Pancake
La fiera che promuove l'innovazione, la qualità e la tradizione nel settore gastronomico.
2009 - I 3 percorsi di formazione intensivi
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Il BB non è solo un dolce, ma un'esperienza sensoriale che invita a esplorare le potenzialità delle materie prime vegetali. La sua ricetta si distingue per l’uso di ingredienti particolari come il finocchio fresco e il finocchio candito, che conferiscono un sapore fresco e leggermente erbaceo, perfetto per bilanciare la dolcezza del pan brioche.
Edoardo Colombo e il suoi BB Busto Bruciata
L'iniziativa promossa da Petra, volta a sostenere l'agricoltura sostenibile e a creare un legame diretto tra contadini e utilizzatori della farina.
2010 - Il coinvolgimento delle scuole gastronomiche
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Il Sud Suisse è un lievitato dolce realizzato con la farina Petra 6388, che dona un'impasto soffice e leggero, e una delicata crema pasticcera aromatizzata con limoni IGP Costa d'Amalfi. La combinazione della farina di alta qualità e il fresco profumo dei limoni IGP crea un equilibrio perfetto di sapori, rendendo questo dolce irresistibile
I podcast di Petra condotti da Cristina Viggè che incontra i Selected Partner e titolari dei Locali Segnalati
2010 - L'incontro tra pasticceria e cucina
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La Settembrina, creata da Simone D'Angelo di Flavour Artisan Bistrot per Breakfast Revolution, unisce la pasta sfoglia con farine Petra 6390 e 6379 e i croissant realizzati con Petra 6388, il tutto arricchito da una crema da forno vellutata. Questo dolce innovativo celebra la colazione contemporanea, reinterpretando la tradizione con ingredienti di alta qualità e tecnica artigianale.
L'iniziativa di Petra e Gambero Rosso per valorizzare i panettieri italiani
2010 - Dalle farine alle persone
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La newsletter di Petra sul mondo della pizzeria scritta dalla redazione di Gastronomika
2010 - Gianluca Fusto presenta i risultati di uno sviluppo di prodotti con Petra 5
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L'iniziativa di Petra e Gambero Rosso per valorizzare i pasticcieri italiani
2010 - Le nuove schede tecniche
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La newsletter con le video-storie dei Petra Selected Partner
2010 - Le schede tecniche
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Il riferimento del settore gastronomico nel Salento di Puglia
La genesi di una famiglia di mugnai con il racconto di Chiara Quaglia
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Alimentaria è una fiera biennale dedicata all'industria alimentare e delle bevande. Rappresenta un punto di incontro strategico per professionisti del settore provenienti da tutto il mondo
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Cibus Fiera è una delle più importanti e rinomate fiere internazionali dedicate al settore agroalimentare.
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Contest per giovani pasticcieri under 40
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L'evento enogastronomico più prestigioso d'Italia quanto a partecipazione dei massimi esponenti della cucina e del giornalismo gastronomico internazionale.
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La fiera di riferimento per professionisti del settore Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café) nel Sud Italia e nel Mediterraneo.
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Golosaria promuove l’eccellenza e l’innovazione nel settore agroalimentare italiano, valorizzando i piccoli produttori e sensibilizzando il pubblico sulla qualità e l’etica nel consumo di cibo e vino.
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Per migliorare il settore della gastronomia con la visione delle donne.
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Gli impianti
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La fiera francese dedicata agli specialisti della pizzeria.
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Le persone
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Il salone internazionale della pizza a Napoli
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Brevi animazioni che illustrano le caratteristiche distintive delle farine Petra più popolari tra i professionisti
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Il gruppo di lavoro di Petra
Un progetto di qualità immaginato oltre un secolo fa
1862, Nasce sull'Adige il primo Mugnaio Quaglia
Dal fiume Adige a Vighizzolo d'Este
La storia vissuta e raccontata da Annito Quaglia
Intervista a Chiara Quaglia
Storia e ricette in stretto legame con la terra
Immagini del passato e campagne pubblicitarie
Il cambio di rotta da molino industriale a progetto culturale
grano saraceno e lenticchie, germinati con l'esclusivo processo PetraViva, macinati in micro granuli a struttura irregolare, per portare il gusto a nuovi livelli. Ideale per biscotti, barrette nutrienti, gelati e prodotti di cioccolateria e pralineria. Una nuova frontiera nutrizionale per la pasticceria vegetale, perché associa le proteine di uno pseudocereale con le proteine di un legume
HALL D5 - stand 153: vieni a conoscere la pasticceria vegetale e i corsi per la nuova generazione
Dalle erbe spontanee alla tavola: percorsi interattivi di foraging e cucina creativa
On March 2, 2025, Petra Molino Quaglia invites you to participate in an exclusive workshop dedicated to New York-style pizza enriched with an Italian touch, curated by renowned pizza maker Fabrizio Mancinetti and led by chef and TV host Joe Hurd.
Mi chiamo Irene Penazzato, ho 25 anni e giusto lo scorso
dicembre mi sono laureata in Scienze Naturali.
Amo la natura e la sostenibilità, ma la verità è che il mio cuore
batte altrove: tra farine, impasti e lievito madre.
COSA INCLUDE IL CORSO - Esperienza di foraging in esterna all'interno del parco dei Colli Euganei - Tecniche e ricette per la trasformazione e la conservazione delle erbe spontanee secondo Valeria Margherita Mosca - Tecniche e ricette per la preparazione degli impasti di pizza secondo Simone Padoan - Materiale didattico completo in formato digitale - Giacca personalizzata - Due light lunch - Degustazione conviviale finale
<titolone>Petra Molino Quaglia al SIGEP 2025: un viaggio nel futuro dei prodotti da forno</titolone> Dal 18 al 22 gennaio 2025, Rimini sarà la vetrina del buon gusto con il SIGEP, il salone internazionale dedicato a pasticceria, pizzeria, bakery e gelateria. Un evento di riferimento per i professionisti, il primo appuntamento dell'anno per conoscere le nuove tendenze del mercato. Proprio a Sigep, <b>Petra Molino Quaglia porterà in scena una proposta che unisce qualità, novità e sostenibilità, con uno spazio immersivo dedicato alla scoperta di nuove proposte per i prodotti da forno e quest'anno anche nel gelato e nella cioccolateria.</b> <b>Le grandi novità firmate Petra</b> La partecipazione di Petra al SIGEP 2025 sarà arricchita da tre novità rivoluzionarie che segnano un ulteriore passo avanti nell’innovazione delle materie prime per il mondo del dolce e del salato: <b>Una nuova farina ad alto tenore proteico</b>, caratterizzata da una granulometria unica che rappresenta un’assoluta novità nel panorama delle farine professionali. Questo ingrediente apre le porte a ricette inedite, pensate in particolare per la pasticceria vegetale, consentendo di realizzare prodotti con eccellente struttura e gusto, senza compromessi. <b>Una nuova miscela senza glutine</b>, messa a punto per offrire pizze e dolci capaci di stupire non solo per il sapore, ma anche per l’estetica. Grazie a questa innovazione, i prodotti finali risultano gustosi e di bella vista, proprio come se non mancasse il glutine, rispondendo così alle esigenze di un mercato sempre più attento alla qualità e alla diversificazione dell’offerta. <b>Una farina con granulometria e sapore adatti all'uso in dolci da forno, gelati, praline e tavolette di cioccolato in alternativa alla frutta secca</b>, pensata per sostituire la frutta secca nelle preparazioni di pasticceria e per arricchire gelati artigianali con una struttura croccante per chi è allergico o intollerante a noci, nocciole e arachidi. Una soluzione versatile e sostenibile che amplia le possibilità creative dei professionisti del settore. <b>Un’esperienza immersiva per professionisti</b> Nello stand di Petra Molino Quaglia, ospiti e visitatori avranno l’opportunità di vivere un vero e proprio viaggio multisensoriale, dalle ricette della tradizione fino alle creazioni del futuro. Il programma include degustazioni, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto con esperti, pensati per ispirare pizzaioli, pasticcieri e panificatori a innovare la propria offerta. <salta> <titolone>Le ricette Petra in degustazione a Sigep</titolone>
Mentre il 2024 volge al termine, desidero prendere un momento per riflettere sui traguardi e le sfide di quest’anno e sugli insegnamenti preziosi che abbiamo tratto dai nostri clienti partner più affezionati e da tutti coloro i quali hanno collaborato, dall'interno e dall'esterno, nel nostro progetto. Ecco cosa abbiamo appreso e come ci stiamo muovendo per migliorare:
Ascolto e apprendimento
Come ogni anno, ogni membro del nostro gruppo di lavoro ha dedicato diverse ore settimanali a dialogare direttamente con chi usa abitualmente le nostre farine. Ascoltare le loro esperienze è stato fondamentale. La lealtà, fiducia e passione per Petra contribuiscono a far nascere nuove idee e stimolare nuovi filoni di ricerca.
Il rapporto umano è essenziale
Pur con il supporto di strumenti automatizzati per garantire risposte rapide e precise, la possibilità di parlare con una persona in carne ed ossa resta imprescindibile. Nonostate l'aggiornamento tecnologico dei nostri software di comunicazione e della piattaforma collegata ai Qrcode sui sacchi di farina, i casi più complessi sono stati e saranno gestiti anche in futuro direttamente dal team interno, affiancato dai nostri G'trainer esperti tecnici.
Trasparenza e precisione Abbiamo migliorato i nostri sistemi di logistica e spedizione, per garantire aggiornamenti più chiari e affidabili su tempi di consegna e sulla disponibilità delle farine, anche in periodi di previsioni altalenanti di consumo come lo sono stati gli anni recenti.
Efficienza nella logistica e assistenza sul territorio Abbiamo accelerato il riassortimento delle scorte e avviato il nuovo progetto dei Brand Ambassador, collaboratori preziosi non-venditori, formati nella nostra Università della Farina, che portano nel territorio le novità e supportano quanti cercano soluzioni convenienti per i loro laboratori di produzione, in termini di bilanciamento dei costi e miglioramento della qualità.
Una formazione tutta nuova
Abbiamo rivoluzionato il nostro modello di formazione, lanciando Petra Next, format di esperienze basate sulla sperimentazione pratica in squadra con i nostri tecnici e su aule di confronto continuo, per adattare le soluzioni produttive proposte ai differenti processi dei laboratori dei partecipanti. Siamo riusciti così ad offrire esperienze formative più mirate e concrete, creando un dialogo continuo e proficuo con chi ha partecipato ai nostri appuntamenti.
Resilienza di fronte alle sfide del settore
Nel 2024, il settore alimentare ha affrontato notevoli sfide, tra cui l’instabilità finanziaria globale e difficoltà nella filiera. In Petra Molino Quaglia abbiamo scelto un approccio prudente, gestendo con attenzione le scorte di materie prime, intraprendendo un percorso di certificazione alla sostenibilità secondo lo standard Equiplanet, per ridurre rischi di pressione sui costi, e rinviando correzioni in aumento dei listini di vendita per dare stabilità e maggiore certezza alle relazioni con in nostri clienti, pur mantenendo gli elevati standard di qualità che ci rendono riconoscibili.
Adotta un Raccolto
Il progetto di stimolo e supporto all'agricoltura evolutiva-partecipativa è cresciuto ben oltre le aspettative. La coltivazione della popolazione Furat di grano tenero per Petra Evolutiva ha generato raccolti in 7 regioni d'Italia e in proporzione è aumentato il numero di pizzaioli, panettieri e pasticcieri che hanno aderito adottando parcelle di raccolto tracciate fin dalla semina. La semina in più regioni si è rivelata particolarmente proprizia perché ha permesso di compensare in parte gli scarsi raccolti in Sicilia per via della grande siccità.
Chiara Quaglia, AD Petra Molino Quaglia
Cosa è Petra 0107HP e cosa la rende unica?
Petra 0107HP non è semplicemente una farina, ma una materia prima ottenuta dalla combinazione di grano saraceno e lenticchie germogliati attraverso l'esclusivo processo PetraViva. Questa combinazione e la successiva macinazione in microgranuli a struttura irregolare conferiscono al prodotto caratteristiche uniche in termini di gusto, consistenza e profilo nutrizionale, rendendola ideale per una vasta gamma di applicazioni in pasticceria, in panificazione e nelle cucine dei ristoranti.
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Quali sono i principali vantaggi nutrizionali di Petra 0107HP?
Petra 0107HP offre un'alternativa nutrizionalmente avanzata, essendo ricca di fibre e fonte di proteine. La combinazione di grano saraceno e lenticchie germogliati fornisce un profilo proteico completo con tutti gli amminoacidi essenziali. Inoltre, il processo di germogliazione riduce i fattori antinutrizionali, migliorando la digeribilità e aumentando la biodisponibilità dei nutrienti. Contiene anche composti bioattivi come polifenoli con effetti antiossidanti e antinfiammatori.
Glossario dei Termini Chiave • Pseudocereale: Pianta che produce semi simili ai cereali per uso alimentare ma che non appartiene alla famiglia delle graminacee. Gli pseudocereali non sviluppano glutine negli impasti. • Coltura Sostenibile: Coltura agricola che riduce al minimo l'impatto ambientale e utilizza in modo efficiente le risorse naturali. • Fattori Antinutrizionali: Composti che possono interferire con l'assorbimento e l'utilizzo dei nutrienti nel corpo umano. • Acido Fitico: Un fattore anti-nutrizionale che può legare minerali essenziali, riducendone la biodisponibilità. • Inibitori delle Proteasi: Sostanze che inibiscono l'attività degli enzimi digestivi responsabili della scomposizione delle proteine. • Germogliazione (Sprouting): Il processo di attivazione del metabolismo del seme per sviluppare una nuova pianta, che comporta cambiamenti biochimici nei nutrienti. • Idrolisi dell'Amido: Il processo di scomposizione dell'amido in zuccheri semplici, come il glucosio, attraverso l'azione degli enzimi. • Proteasi Cellulari: Enzimi che scompongono le proteine in peptidi e amminoacidi. • Polifenoli: Composti bioattivi con proprietà antiossidanti, presenti in molte piante, che possono proteggere le cellule dai danni ossidativi. • Fenilalanina-Ammonio Liasi: Enzima chiave nella biosintesi dei polifenoli nelle piante. • Risonanza Magnetica Nucleare (NMR): Tecnica analitica che permette di studiare le caratteristiche molecolari di composti organici attraverso la loro interazione con un campo magnetico. • Profilo Metabolomico: La composizione dei metaboliti (molecole coinvolte nel metabolismo) presenti in un organismo o in un campione biologico. • Stress Ossidativo: Condizione che si verifica quando c'è uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità antiossidante dell'organismo. • Biodisponibilità: La percentuale di un nutriente che viene assorbita e utilizzata dall'organismo.
Questo è l’obiettivo di #BreakfastRevolution, l’evento organizzato da Petra e dalla rivista Dolcesalato, dedicato ai giovani pasticcieri che vogliono mettersi in gioco raccontando la loro visione di colazione, per darle un posizionamento nuovo, in pasticceria e nelle bakery. Tra le tante proposte inviate, sono state selezionate dieci idee innovative di colazione, presentate all’Università della Farina, nei laboratori di Petra. A gennaio, tutti i giovani pasticcieri semifinalisti e finalisti si incontreranno di nuovo a Sigep per il grande evento conclusivo. Ci vediamo a Sigep nello Stand Petra Molino Quaglia D5/153 il 20 gennaio alle 12.30
"Adotta un Raccolto" di Petra rappresenta un'iniziativa significativa per promuovere la sostenibilità agricola, supportare i produttori locali e offrire ai consumatori ingredienti etici e di qualità. Partecipare a questa iniziativa permette di contribuire positivamente all'ambiente, e avere l'opportunità di connettersi direttamente con il mondo dei contadini.
PizzaUp è il simposio tecnico ideato da Petra Molino Quaglia che ogni anno riunisce i professionisti della pizza contemporanea per promuovere innovazione e confronto. È un evento unico nel suo genere, pensato per approfondire ogni aspetto della pizza, dalle tecniche di preparazione agli ingredienti, passando per la sostenibilità e l'equilibrio nutrizionale. Durante il simposio, pizzaioli, nutrizionisti e ricercatori lavorano insieme attraverso workshop pratici e sessioni teoriche, esplorando nuove tecniche di lievitazione, cottura e abbinamenti gourmet. La pizza contemporanea, protagonista dell’evento, si distingue per l’utilizzo di farine macinate a pietra, lievitazioni lunghe e topping di alta qualità, ispirati anche alla cucina gourmet. PizzaUp è anche un momento di incontro e networking, dove professionisti del settore condividono esperienze e sviluppano idee innovative per migliorare il prodotto e rispondere alle nuove esigenze del mercato. È il punto di riferimento per chi vuole crescere professionalmente e contribuire all’evoluzione di uno dei piatti più iconici al mondo.
Quando si parla di dolci di ricorrenza della cultura gastronomica italiana, non ci sono dubbi: il panettone artigianale è una delle prime immagini che vengono in mente. Ma qual è la storia del dolce diventato uno dei simboli dell'eccellenza italiana nel mondo?
ANDREA OLIVIERI E OLIVIERI 1882 Nel 2006, Nicola, il primogenito di Oliviero e Patrizia, si unisce all'azienda. Da sempre appassionato ai grandi lievitati, al punto da farne una dolce “ossessione”, dopo una serie di esperienze all’estero torna a lavorare in pasticceria, portando innovazione e focalizzazione estrema sulla qualità. Nel 2015, causa la crescente domanda di prodotti da parte di rivenditori italiani ed esteri, si avverte la necessità di espansione. Il secondogenito Andrea Olivieri entra in azienda e si procede quindi all'acquisizione di un nuovo spazio fisico in cui combinare Bakery, Caffetteria, Produzione e Uffici, oltre che ad una rivisitazione dell’immagine coordinata del Brand. La nuova sede, aperta nel dicembre 2016, occupa 1.200 metri quadrati, di cui oltre due terzi sono dedicati al laboratorio con macchinari all'avanguardia. I numerosi premi ricevuti sin dal 2015 portano l’azienda a lanciare il suo e-commerce nel 2018, ottenendo un notevole successo anche a seguito della pandemia di COVID-19. Il miglioramento continuo spinge OLIVIERI 1882 a coltivare anche “il Sogno Americano”. Il brand decide così di espandersi mettendo a punto un sistema di consegna in 24/48 ore negli Stati Uniti, paese in cui si coglie una grande mancanza dei lievitati. Nel 2021 OLIVIERI 1882 ha aperto dei pop up all'interno delle sedi Eataly di New York, Dallas, Los Angeles e Toronto come primo passo verso una presenza fissa anche negli USA. fonte: https://www.olivieri1882.com/pages/chi-siamo-1?srsltid=AfmBOorm46Y0zwvd8kFNtJLL2xwQOLdN-T9uh9LHXJMKE0r7EdQXmGe4
Per me il pane ha sempre voluto dire casa, famiglia, condivisione. Quel profumo che ti fa sentire subito al sicuro, quel gesto semplice che però mette tutti d’accordo. Ecco, adesso che sono io a farlo, il pane ha preso un altro significato. È diventato una parte di me.
Nella prossima pagina di questo diario vi racconterò come lo uso per fare il mio pane. Ma intanto vi lascio con questa verità: il pane mi ha rimesso in asse. E ora non mollo più.
Il mondo della pasticceria, pizzeria, panificazione e ristorazione sta vivendo una rivoluzione silenziosa ma potentissima: il ritorno alla terra, alla biodiversità, alla riscoperta delle varietà di grano capaci di raccontare il territorio. Questo è il cuore del progetto Adotta un Raccolto, nato da un’idea di Petra Molino Quaglia e oggi attivo anche in Puglia.
Alessio Gentilini, chef del Manhattan Caffè di Marino, ha partecipato al Breakfast Revolution presentando il suo dolce "Cestino d'Autunno", un omaggio al suo territorio e alla sua filosofia culinaria. Realizzato con una base integrale e arricchito con miele di castagno, ingrediente simbolo della sua zona, questo dolce unisce rustico e raffinato in un perfetto equilibrio.
Il cestino, decorato con miele di castagno, sprigiona note aromatiche di vaniglia, arancia, mandarino e limone, mentre il lievito madre usato nell'impasto dona un bouquet profumato e una morbidezza unica. Un dolce che racconta la ricchezza e l'autenticità della tradizione, con un tocco di creatività.
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didascalia (Cestino d'Autunno)
Alessio è uno dei 5 finalisti di Breakfast Revolution. Il Caffè Manhattan di Marino (RM) è un locale elegante e accogliente, conosciuto per la sua eccellente qualità del caffè e la pasticceria artigianale. Con un’atmosfera raffinata, offre una vasta selezione di dolci preparati con ingredienti freschi e di alta qualità, ideali per colazioni e merende. Il locale è un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, con creazioni dolciarie che rinnovano i classici della pasticceria, grazie all'impegno di professionisti come Alessio Gentilini. Un punto di riferimento per chi cerca una pausa gourmet in un ambiente curato e piacevole.
Pastry Best è il simposio tecnico esperienziale dedicato alla pasticceria italiana contemporanea, organizzato annualmente dalla Università della Farina di Petra Molino Quaglia. l simposio Pastry Best ha l'obiettivo di creare un ambiente di scambio e apprendimento per i professionisti della pasticceria, favorendo la condivisione di conoscenze e competenze. Un aspetto centrale dell'evento è l'esplorazione del connubio tra tradizione e innovazione, con particolare attenzione all'integrazione delle tecnologie avanzate, come l'intelligenza artificiale, nei processi produttivi e creativi. Inoltre, il simposio analizza le tendenze di mercato e i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, offrendo ai partecipanti strumenti pratici e strategie per affrontare le sfide economiche e gestionali del settore, garantendo così una crescita sostenibile delle loro attività.
L'Università della Pizza di Petra Molino Quaglia è un percorso formativo pensato per pizzaioli e ristoratori che vogliono elevare la qualità del proprio lavoro combinando tradizione, innovazione e sostenibilità. I corsi si concentrano su tecniche avanzate di impasto, l’utilizzo di farine classiche e sperimentali, abbinamenti creativi per farciture gourmet e strumenti per gestire con successo un’attività nel settore. Questo progetto non solo insegna a realizzare pizze artigianali eccellenti, ma offre anche una visione più ampia, con approfondimenti sulla sostenibilità e sulla promozione del Made in Italy. I partecipanti, guidati da esperti del settore, possono migliorare le proprie competenze pratiche e imparare a rispondere alle tendenze di mercato, creando prodotti innovativi e competitivi. L’Università si svolge nella storica sede di Molino Quaglia a Vighizzolo d’Este, dove tradizione e tecnologia si incontrano, offrendo un ambiente ideale per formare professionisti capaci di distinguersi nel panorama della pizza artigianale. ChatGPT può commettere errori. Considera di verificare le inform
Nei dintorni di Barcellona, a Sant Cugat, Yann Duytsche ha trovato il suo posto nel mondo della pasticceria, diventando un punto di riferimento per il panettone artigianale. La sua storia con il panettone inizia però molti anni prima, con la scuola di un maestro italiana di grande fama che gli trasmise i segreti del lievito madre e l’arte dei grandi lievitati. Quell’esperienza fu la scintilla che accese la sua passione per il panettone. Quando Yann aprì la sua pasticceria, il panettone era ancora un dolce poco conosciuto in Spagna, associato principalmente alle produzioni industriali vendute nei supermercati. La differenza di prezzo rispetto al suo prodotto artigianale suscitava inizialmente scetticismo tra i consumatori. Tuttavia, Yann credeva fermamente nella qualità e nel valore della sua proposta. Con pazienza, iniziò a far assaggiare il suo panettone, dimostrando che non era solo un dolce, ma un’opera di artigianato dal sapore unico. https://www.farinapetra.it/pg18/rep/rep/3227/Yann.png didascalia (Yann Duytsche) Una delle innovazioni più interessanti di Yann fu rendere il panettone un dolce disponibile tutto l’anno. In Spagna, dove non ha un legame tradizionale con il Natale come in Italia, il panettone trova spazio in ogni stagione. Durante l’anno, la produzione è ridotta, ma il dolce continua a essere apprezzato, diventando un piccolo lusso settimanale. A Natale, invece, la produzione esplode, soddisfacendo la crescente richiesta festiva. Pur mantenendo i sapori classici come il panettone tradizionale e quello al cioccolato fondente, Yann ha introdotto varianti più vicine ai gusti spagnoli. Tra queste, spiccano il panettone al cioccolato al latte, quello ispirato alla fragola e una versione che combina albicocca e sapori di origine sudamericana, molto amati in Spagna. Ogni nuova ricetta è il risultato di un attento studio, pensato per sorprendere e soddisfare i clienti. https://www.farinapetra.it/pg18/rep/rep/3227/Duytsche-panettone.jpg didascalia (Il panettone di Yann Duytsche) Guardando avanti, Yann è consapevole delle sfide che i grandi lievitati dovranno affrontare. Le tendenze verso prodotti vegani o senza glutine sembrano difficili da conciliare con la natura stessa del panettone, che si basa su ingredienti come la farina, il burro e le uova. Tuttavia, Yann crede che l’autenticità debba rimanere il cuore del prodotto, puntando su gusti originali e su un approccio che valorizza la freschezza. Uno dei suoi obiettivi principali è infatti offrire un panettone fresco, quasi "su ordinazione". I clienti possono vedere il dolce appena sfornato, testimoniando l’impegno e l’artigianalità dietro ogni pezzo. Questo metodo non solo garantisce la qualità, ma crea un legame diretto tra il cliente e il processo di produzione.
Yann Duytsche (Lilla, 1967) è un pasticciere che ha sempre avuto una chiara vocazione per l’arte dolciaria. Formatosi nelle migliori scuole francesi, ha lavorato in prestigiosi hotel e ha insegnato in diverse scuole di pasticceria. Attualmente vive a Sant Cugat del Vallès, vicino a Barcellona, dove gestisce Dolç, una pasticceria gourmet in cui sperimenta e crea dessert esclusivi. La passione per la pasticceria è nata quando, a soli 9 anni, Yann rimase affascinato dalla creatività di questa disciplina grazie all'influenza di uno zio pasticciere. Il suo talento lo portò a progredire rapidamente e, a soli 15 anni, si iscrisse all'École Hôtelière du Touquet-Paris Plage. Dopo il diploma, iniziò a formarsi nei grandi hotel, spesso stellati Michelin, tra cui il Grand Hotel Clément (Ardres), il prestigioso Hôtel Fitz Roy nelle Alpi e l'Hôtel Châteaux. Uno dei suoi principali mentori, Roger Vergé del Moulin de Mougins (3 stelle Michelin), ebbe un’enorme influenza sulla sua carriera. Qui Yann approfondì la raffinatezza della cucina, scoprendo le ricchezze della gastronomia mediterranea e provenzale, il rispetto per i sapori e la ricerca di sfumature culinarie. A 25 anni si trasferì a Barcellona, dove lavorò presso la pasticceria Baixas, per poi tornare in Francia e collaborare con Daniel Giraud, considerato il miglior panettiere del paese. Successivamente, entrò a far parte del team Valrhona. Con sei anni di esperienza come insegnante in scuole di pasticceria e cinque anni trascorsi a viaggiare per il sud Europa, offrendo corsi e consulenze, Yann ha consolidato una solida reputazione e influenza nel mondo culinario. Infine, si è stabilito a Sant Cugat, dove ha aperto la sua pasticceria. Qui, con lo stesso entusiasmo di quando era bambino nella bottega dello zio, continua a creare e sperimentare. Yann è anche autore del libro *"A Week with Yann"* (Grupo Vilbo), in cui condivide la sua visione e passione per la pasticceria.
<titolone>Petra Molino Quaglia at Las Vegas 2025: Flours that make you stand out</titolone> From Martch 25th to 27th, 2025, Las Vegas will be the showcase of good taste with Pizza Expo, the international exhibition dedicated to pizza and bakery professionals. <b>Petra Molino Quaglia will bring on stage a proposal that combines quality, novelty and sustainability, with an immersive space dedicated to the discovery of new proposals for pizza and bakery products and this year also for pastry. </b> <b>A new flour with a high protein content</b>, characterised by a unique grain size that represents an absolute novelty in the panorama of professional flours. This ingredient opens the door to brand new recipes, especially designed for vegetable-based pastries, enabling products with excellent structure and taste to be made without compromise. <b>A new gluten-free blend</b>, developed to offer pizzas and pastries capable of impressing not only with flavour, but also with aesthetics. Thanks to this innovation, the final products are tasty and visually appealing, just as if they were gluten-free, thus meeting the demands of an increasingly quality-conscious market and a diversified offer. <b>An immersive experience for professionals</b> At the Petra Molino Quaglia stand, guests and visitors will have the opportunity to experience a true multi-sensory journey, from traditional recipes to the creations of the future. The programme includes tastings, practical demonstrations and moments of discussion with experts, designed to inspire pizza makers, pastry chefs and bakers to innovate their offerings. <salta> <title>Watch here some testimonials from Parabere New York Petra activities</title>
Riccardo Primiani, della pasticceria gelateria Torrefazione da Teo di Sorbolo, in provincia di Parma, ha portato al Breakfast Revolution un prodotto davvero speciale: un Pain Suisse innovativo, farcito con un mix goloso di pistacchio, mango e cioccolato.
Riccardo è uno dei 5 finalisti di Breakfast Revolution
L'Accademia del Pane di Petra Molino Quaglia è un percorso di formazione dedicato a chi desidera apprendere o perfezionare l’arte della panificazione artigianale. Il progetto ha l’obiettivo di diffondere la cultura del pane di qualità, valorizzandone l’importanza nella tradizione culinaria e integrando tecniche tradizionali con innovazioni moderne. Il percorso formativo, rivolto a panettieri, chef, ristoratori e aspiranti professionisti, combina teoria e pratica. Gli allievi imparano a scegliere le migliori farine, gestire impasti e lievitazioni, ottimizzare i processi di cottura e sviluppare ricette innovative. Inoltre, l’Accademia offre workshop tematici e consulenze personalizzate per applicare le conoscenze acquisite al proprio contesto lavorativo. Con docenti esperti e un focus sulle farine Petra, l’Accademia non solo forma professionisti competenti, ma crea una comunità che condivide l’impegno per la qualità, la sostenibilità e l’eccellenza nella panificazione.
Alessandro Bartesaghi è un pasticcere italiano con vent’anni di esperienza. La sua passione per il panettone e i grandi lievitati lo accompagna da sempre. Quando si trasferisce in Australia, nota subito una grande lacuna: nessuno conosce davvero il panettone artigianale, e tanto meno qualcuno lo produce. Incuriosito e motivato, Alessandro decide di colmare quel vuoto. Inizia studiando da autodidatta e sperimentando con le tecniche. Non è facile trovare chi possa insegnargli i segreti di questo dolce, finché non incontra un grande maestro italiano che lo introduce al lievito madre e alla lavorazione dei grandi lievitati e un amico pasticcere a Parigi, che gli mostra come realizzare panettoni su larga scala. Tornato in Australia, Alessandro mette in pratica ciò che ha appreso e comincia a far conoscere il panettone artigianale. https://www.farinapetra.it/pg18/rep/rep/3227/Bartesaghi.jpg didascalia (Alessandro Bartesaghi) Il lavoro, però, non è privo di ostacoli. Alessandro si accorge subito che il pubblico australiano è abituato a panettoni industriali, con una lunga conservazione e un gusto poco autentico. La prima domanda che gli fanno è: "Quanto dura?" Lui risponde con semplicità: "Il panettone va mangiato fresco, come il pane. Non lo compri oggi per mangiarlo tra due settimane." Un altro problema è il clima: il caldo natalizio australiano rende difficile conservare un prodotto così delicato. Ma la sfida più grande viene dalle materie prime. In Australia non esistono canditi di qualità, e la farina adatta per i grandi lievitati è praticamente introvabile. Alessandro passa mesi a convincere i fornitori locali che servono ingredienti specifici per ottenere un buon prodotto, ma spesso si trova a dover spiegare che non basta una farina qualsiasi per fare un panettone. Nonostante le difficoltà, Alessandro non si arrende. Si dedica con passione all’idea di educare i clienti australiani. Per dimostrare la differenza, inizia a produrre i canditi da solo e a farli assaggiare. Le reazioni sono sempre incredibili: "Non sapevo che i canditi potessero essere così buoni!" dicono in molti. In Italia il panettone tradizionale è il re delle feste, ma in Australia c’è spazio per sperimentare. https://www.farinapetra.it/pg18/rep/rep/3227/Bartesaghi-Panettoni.jpg didascalia (I panettoni di Alessandro Bartesaghi) Alessandro crea varianti originali, come il panettone al pistacchio o al mandarino candito. Questi sapori conquistano il pubblico e gli permettono di distinguersi in un mercato affamato di novità. Guardando avanti, Alessandro immagina un futuro in cui la tecnologia aiuti i pasticcieri a semplificare il lavoro, soprattutto nella gestione del lievito madre. "Sarebbe fantastico avere una macchina che gestisce tutto automaticamente," dice, pensando a come le giornate lavorative possano essere rese più sostenibili. La sostenibilità è un tema che gli sta a cuore. I costi di produzione crescono, i clienti non sempre comprendono il valore del lavoro artigianale, e trovare personale disposto a dedicarsi a un mestiere così impegnativo è sempre più difficile. "Dobbiamo trovare un equilibrio tra qualità, costi e rispetto per chi lavora," ripete spesso. Nonostante tutto, Alessandro crede nel potenziale del panettone. "È un prodotto che emoziona, che parla di tradizione e qualità. Quando la gente lo prova fatto bene, se ne innamora"
Alessandro Bartesaghi è un pasticciere italiano con una carriera di rilievo internazionale. Ha lavorato in prestigiose realtà come Peck in Italia e La Grande Epicerie de Paris e Christophe Loui Boulangerie in Francia, specializzandosi in prodotti lievitati, brioches e impasti sfogliati. Nel 2019 è stato selezionato per rappresentare l'Australia alla competizione Asia Pacific C3 Valrhona Chocolate Chef Competition, dove ha conquistato il primo premio a Hong Kong. Successivamente, ha rappresentato la regione Asia Pacifica sul palcoscenico mondiale, classificandosi al quinto posto.
Alessandro Landucci, co-proprietario della Casina, con locali a Marina di Massa e La Spezia, ha portato al Breakfast Revolution una proposta creativa e golosa: il "Pain Dreams". Si tratta di una rivisitazione del classico Pain Suisse, arricchita con una morbida crema al cheesecake alla banana e un gel di lamponi che aggiunge un tocco di freschezza e acidità. La decorazione con frutta fresca rende ogni boccone ancora più irresistibile, mentre il fondo di biscotto da cheesecake, unendo la croccantezza alla cremosità, crea il giusto equilibrio di consistenze.
Alessandro è uno dei 5 finalisti di Breakfast Revolution
Petra Next è un progetto innovativo promosso da Petra Molino Quaglia, un'azienda italiana leader nella produzione di farine di alta qualità. Questo programma si concentra sull'innovazione e sulla sostenibilità nel settore della panificazione, pasticceria e pizzeria, con l’obiettivo di valorizzare le competenze dei professionisti e promuovere l'uso consapevole di materie prime eccellenti. Il progetto si fonda sull’idea di trasformare il concetto di farina da semplice ingrediente a vero e proprio strumento di creazione, grazie alla ricerca costante su grani selezionati, tecniche di macinazione all'avanguardia e un forte legame con il territorio.
Éric Goeury non avrebbe mai immaginato che la sua passione per la viennoiserie lo avrebbe portato a Montreal, in Canada, a trasformarsi in uno dei pionieri del panettone artigianale. Per più di dieci anni Éric aveva lavorato in una panetteria, dedicandosi a croissant e brioche. Un giorno, leggendo una rivista, scoprì che il panettone era considerato "la brioche più difficile al mondo." Questa sfida catturò la sua attenzione, e da allora iniziò a sperimentare. Non fu facile. Ogni tentativo fallito lo spingeva a riprovare, finché un giorno riuscì a sfornare il suo primo panettone perfetto. "È stato amore a primo assaggio," raccontava. Quel momento segnò l’inizio di una nuova avventura: la creazione di Viva Panettone, un’azienda dedicata alla produzione di panettoni artigianali di alta qualità, disponibili tutto l’anno. https://www.farinapetra.it/pg18/rep/rep/3227/Eric.jpg didascalia (Éric Goeury) A Montreal, Éric e il suo team affrontarono subito grandi difficoltà. Il panettone, in Canada, aveva una reputazione mediocre, essendo conosciuto solo in versione industriale. "Dovevamo spiegare ai clienti cosa fosse un panettone artigianale e perché fosse così speciale," raccontava Éric. Non solo. Gli ingredienti necessari erano difficili da reperire. Mentre in Italia bastava rivolgersi a un fornitore per arance candite o macchinari specifici, in Canada tutto doveva essere creato da zero. Éric e il suo team si adattarono: acquistavano arance fresche per candirle personalmente e importavano attrezzature dall’Europa, spesso senza avere alcun contatto diretto con i fornitori. Nonostante le difficoltà, Éric intuì che la mancanza di una tradizione consolidata del panettone in Canada poteva trasformarsi in un punto di forza. "Qui le persone sono molto curiose e aperte a nuovi sapori," spiegava. Viva Panettone iniziò a creare varianti uniche, come il panettone allo sciroppo d’acero, ai chiodi di garofano dolci e ai mirtilli, utilizzando ingredienti locali. Queste scelte conquistarono il pubblico canadese, che apprezzava l’innovazione. "Il nostro panettone allo sciroppo d’acero è diventato un successo," diceva Éric, "perché riflette il gusto e la cultura del luogo." https://www.farinapetra.it/pg18/rep/rep/3227/Eric-Panettone.jpg didascalia (Il panettone di Éric Goeury) Guardando avanti, Éric vedeva grandi opportunità ma anche importanti sfide. Il cambiamento climatico e l’aumento dei prezzi delle materie prime avrebbero richiesto un maggiore uso di ingredienti locali. "Dobbiamo concentrarci su quello che abbiamo intorno a noi," spiegava. Ad esempio, Viva Panettone aveva introdotto varianti stagionali, come il panettone con mele e spezie in autunno, ispirato alla tradizione nordamericana della apple pie. Per Éric, la sostenibilità era la chiave per il futuro del panettone artigianale. Credeva fermamente che il mercato globale stesse cambiando e che sempre più persone cercassero prodotti di qualità, con ingredienti genuini e una storia autentica. In pochi anni, Éric era passato da produrre 9.000 panettoni a quasi 60.000 per il Natale 2024. La sua esperienza dimostra come il panettone, un simbolo della tradizione italiana, possa evolversi e trovare nuova vita in contesti diversi. Il segreto del suo successo? Unire passione, qualità e innovazione, senza mai dimenticare il valore delle radici artigianali. Éric era convinto che il futuro del panettone fosse al di fuori dell’Europa, in luoghi dove la curiosità per il cibo aprisse le porte a nuove interpretazioni di questo dolce iconico.
Éric Goeury, noto per i suoi panettoni artigianali, è co-proprietario della compagnia Viva Panettone e della panetteria Les Co’Pains d’abord. Ha iniziato la sua carriera studiando ristorazione a Strasburgo, un settore in cui ha lavorato per diversi anni. Successivamente, ha gestito enoteche in Inghilterra e in Francia, prima di trasferirsi in Québec oltre 25 anni fa, facendone la sua terra d’adozione. Pioniere e sempre attento alle nuove tendenze e ai sapori innovativi, Éric è diventato rapidamente uno dei migliori tourier di Montréal. All'interno di Viva Panettone, la qualità e la provenienza degli ingredienti sono fondamentali. Utilizza un lievito madre centenario e ha viaggiato per incontrare maestri artigiani che gli hanno trasmesso il loro sapere e la loro passione. Appassionato e perfezionista, Éric Goeury si dedica con il massimo impegno a ogni progetto. Generoso e creativo, coniuga talento e dedizione. Nel tempo libero ama passeggiare e fotografare la foresta insieme a suo figlio, suonare la chitarra e condividere un buon pasto con le persone care.
Creando continue connessioni con la terra pugliese e con la cultura pugliese. Il tutto infarcito di viaggi ed esperienze in Italia e all’estero. La sua breakfast revolution? È sintetizzata nel Cornetto alla mora di gelso. Un cornetto all’italiana, messo a segno con la farina Petra 6388 (a garantire freschezza e durabilità) nonché un ingrediente dalla garganica attitude come la mora di gelso. Che finisce nell’impasto e che diviene crema per la farcitura.
Costantino è uno dei 5 finalisti di Breakfast Revolution
Il metodo scientifico è quel processo basato sull’osservazione e sulla sperimentazione, sulla misura, sulla produzione di risultati per generalizzazione (induzione) e sulla conferma di tali risultati attraverso un certo numero di verifiche. Lo scopo di tale metodo è quello di arrivare a ottenere informazioni che descrivano l’andamento dei fenomeni osservati in maniera universalmente condivisibile, perlomeno in relazione al contesto storico in cui queste informazioni vengono ottenute e limitatamente alle conoscenze pregresse, fino a che nuove scoperte non confutino le precedenti potremmo dire. Il metodo scientifico non è più tale quando viene piegato a favore di una tesi, in questo caso diventa un metodo personale, e in quanto tale non è corretto assumere che debba essere universalmente applicabile. Giunti a questo punto del preambolo vi starete chiedendo in che modo tutto ciò si applica ai grandi lievitati, e perché parlare di metodo scientifico in relazione a un mondo fatto di impasti, farina e fermentazioni? Per rispondere a questa domanda è importante comprendere due grandi fortune che noi tecnici e tecnologi di Università della Farina viviamo quotidianamente: La prima è semplice, quando si parla di Panettone lavoriamo per ovvie ragioni con una sola farina, Petra 6384, questo ci mette al riparo da una serie di variabili collegate all’utilizzo della farina che vedremo a breve. La seconda fortuna è quella di entrare in contatto con una serie infinita di artigiani pasticcieri che ogni anno si trovano alle prese con la stagione dei grandi lievitati, ognuno con il suo metodo, ognuno con il suo lievito, ognuno con le sue problematiche. Possiamo quindi dire che osserviamo il settore da una posizione privilegiata, che ci ha permesso nel corso degli anni di osservare alcune situazioni ricorrenti, alcuni pattern, che abbiamo deciso di investigare più a fondo. Tre problematiche ricorrenti che prenderemo come esempio per il nostro ragionamento di oggi sono: Impasti che impiegano più ore del previsto per fermentare. Problematiche relative alla maglia glutinica nel secondo impasto del panettone. Approccio non armonico alle problematiche sopra elencate. Partendo dall’ultimo punto, con approccio non armonico intendiamo la naturale e comprensibile tendenza, nel momento in cui sorge una problematica in produzione, nel cercare quanto più rapidamente possibile informazioni in ogni dove che possano aiutare la risoluzione del caso. Questo approccio non solo è corretto, è inevitabile trovandosi davanti agli ordini che si accumulano con una produzione che procede a rilento. La spiacevole conseguenza di questo approccio tuttavia è quella del sovraccarico di informazioni ricevute, ognuna diversa dall’altra e talvolta discordanti tra loro, proprio perchè figlie di questo o quel metodo e non necessariamente ottenute tramite l’approccio scientifico. Il tentativo che abbiamo fatto in questo senso è quello di promuovere un approccio che possa “scaricare” il tema dei grandi lieviti di tutte le sovrastrutture, mantenendo solamente le informazioni condivisibili e eliminando quelle derivanti da test empirici e approcci esclusivamente sensoriali (pensate a quanti vi hanno descritto in modo diverso le caratteristiche sensoriali che deve avere un lievito madre maturo e capirete immediatamente cosa intendo). Approcciando il tema in questo modo abbiamo scoperto una serenità nell’affrontare le produzioni raramente sperimentata prima. E qui scendiamo finalmente nel concreto dei primi due esempi: Impasti che impiegano più ore del previsto per fermentare: Quante volte vi sarà successo, soprattutto agli inizi, che gli impasti impiegassero svariate ore di troppo nella loro fermentazione? Troppe. Quando capita siamo tutti subito pronti nell’affermare: “il lievito è debole!”. E quindi via di rinfreschi 1 a 0,9, aumento delle idratazioni, aumento delle temperature e chi più ne ha più ne metta. Ma abbiamo mai provato a fare un passo indietro per capire come siamo arrivati a quella situazione nonostante riteniamo di gestire correttamente il lievito? Facendolo potremmo per esempio scoprire che gestendo tre rinfreschi giornalieri continuativi fermandosi a guardare solo l’orologio, ogni tanto potrebbe capitare di rinfrescare un lievito i cui microrganismi non hanno ancora terminato la loro fase di crescita esponenziale e quindi all’atto pratico rallentarlo drasticamente. Ecco perchè riteniamo importante affiancare all’esperienza dell’artigiano degli strumenti tecnologici, come il pH-metro per esempio, in grado di fornirci informazioni più puntali e condivisibili, benché incomplete certamente, sullo stato di fermentazione dei nostri impasti. “Ma il pH-metro non è in grado di distinguere le diverse acidità nel lievito” sarà sicuramente la prima obiezione a cui starete pensando in questo momento. “E quale strumento è in grado di farlo davvero? Forse il nostro naso?” Sarebbe la mia risposta. Tralasciando le battute, non è certo nuova l’importanza della misura del pH nello studio delle fermentazioni, di cui condividiamo l’utilizzo, quando inserito in un contesto di gestione costante del lievito e in abbinamento ad altri parametri come la scelta della farina e delle temperature, da cui la misura del pH è chiaramente influenzata. E giungiamo al secondo punto nel nostro elenco. Problematiche relative alla maglia glutinica nel secondo impasto del panettone Per comprendere la problematica è necessario un piccolo approfondimento sulla materia prima, la farina, che effettueremo servendoci di un grafico, quello dell’analisi farinografica. Il farinografo è uno strumento in grado di replicare la fase di impasto analizzando così le caratteristiche della farina nei vari momenti in cui è sottoposta a sollecitazione meccanica. Impastare significa proprio questo, idratare una farina in modo che le sue proteine possano unirsi tra loro e formare quella che conosciamo come maglia glutinica. Questo avviene sotto il controllo dello sforzo meccanico che viene impartito dall’azione dell’impastatrice. Lo strumento è in grado di registrare la consistenza dell’impasto, che riporta appunto sul grafico. In un primo momento, riscontrabile nel grafico come la prima fase, quella che va dal minuto 0 fino al picco massimo, l’impasto si trova nella sua fase iniziale, dove acquisisce via via consistenza poiché le proteine si stanno legando tra loro passo per passo. Passato il picco di massima consistenza, proseguendo nell’impastamento, lo sforzo meccanico inizia a non essere più facilmente sopportabile dalle proteine del glutine, che finiscono per “deformarsi”, allineandosi. Se viene controllato questo fenomeno porta a una migliore e desiderata estensibilità dell’impasto che coincide con un maggiore sviluppo in forno. Se eccessivo invece, comporta la perdita indesiderata di elasticità, portando l’impasto in quella fase definita “overmixing” che coincide all’atto pratico con la perdita di consistenza dell’impasto, che finisce con l’aderire alla vasca dell’impastatrice e risultare appiccicoso. Posta come condizione principale la scelta della farina adeguata, come Petra 6384, in grado di offrire sempre una ottima stabilità (capacità di resistere alla sollecitazione meccanica nel tempo), è necessario capire quali fenomeni governano questo processo proprio per evitare queste situazioni. Troppo spesso innanzitutto si pensa erroneamente che la perdita di consistenza dell’impasto sia data da un surriscaldamento, ma questa affermazione è più falsa che vera. Tendenzialmente infatti l’aumento della temperatura è una conseguenza del modo in cui gestiamo il processo, e non una causa dell’overmixing. La causa principale infatti è sempre da ricercare nello sforzo meccanico: impasti molto asciutti (come il secondo del panettone nella sua fase iniziale) determinano uno sforzo meccanico maggiore, un attrito maggiore e conseguentemente un aumento delle temperature, che viaggia di paripasso con il rischio di overmixing, ma su due binari paralleli, non convergenti. Prova di questo è il fatto che ci sarà capitato di trovarci in situazioni di overmixing con impasti alla temperatura di 23°C, come potrà esserci capitato di avere impasti perfettamente incordati anche a 30°C. Come evito quindi questa spiacevole situazione? Innanzitutto lavorando impasti alla corretta idratazione in funzione del macchinario che utilizzo. Una impastatrice a spirale è in grado di impartire uno sforzo meccanico molto più elevato a parità di tempo rispetto a una impastatrice a braccia tuffanti. È necessario saperlo per ripensare le dinamiche di impastamento in modo da ridurre questo stress meccanico nel caso in cui la volessimo utilizzare, per esempio variando la sequenza di inserimento degli ingredienti, ma questo è un altro tema che affronteremo a Pastry Best e che richiede un approfondimento dedicato. Ma quindi, ci si potrebbe chiedere giunti a questo punto, in che modo le dinamiche fermentative sono correlate alla struttura del secondo impasto? La parola d’ordine è “acidità”. L’acidità aumenta e diminuisce in funzione della quantità di acido lattico e acetico prodotta dai batteri lattici contenuti nel lievito madre. L’acidità, se presente in piccole quantità, rafforza la maglia glutinica rendendola più elastica, se presente in eccesso invece, favorisce eccessivamente l’azione degli enzimi naturalmente contenuti nella farina, andando invece ad indebolire inesorabilmente la struttura proteica del nostro impasto. Ecco che, giunti in questa situazione, possiamo immaginare che il grafico del nostro farinografo si restringe e trasla verso sinistra. In parole povere abbiamo un impasto che raggiunge subito il suo picco massimo di consistenza (comunque inferiore rispetto all’ottimale) per poi “cedere” molto rapidamente, impedendo l’inserimento dei grassi e degli zuccheri. Se unisco quindi una non corretta gestione delle acidità a una non corretta gestione dello sforzo meccanico in impastatrice ecco che ho scritto la ricetta perfetta per il disastro. Non è quindi colpa della farina, non è quindi colpa della temperatura, non è quindi colpa di quel bagnetto in meno al lievito. La colpa è semplicemente da individuare in una mancata visione di insieme sul tema, visione che riteniamo sia strettamente necessario acquisire per permettere all’intero settore una ulteriore crescita.
Debora Vella: cresciuta alla luce delle stelle - prima alla Madonnina del Pescatore di Marzocca di Senigallia e poi alla Dolce Locanda di Verona - e infine approdata all’Atelier Gourmet di Gatteo Mare, in provincia di Forlì-Cesena. Lei presenta un pane, senza zuccheri e ad alto tasso di sostenibilità. Alimentato com’è dalla farina Petra 0101 HP, dal cacao e da un pangrattato al pomodoro.
Debora è una dei 5 finalisti di Breakfast Revolution
Fiera di settore dedicata ai professioniti della ristorazione che da decenni si tiene in Toscana diventando un punto di riferimento indiscusso nella regione.
Sana ed equilibrata è l’idea di alimentazione firmata da Antonio Spaziani, founder di Maranto Lab, nel bel mezzo di Frosinone. Un lievitista appassionato Antonio, che grazie al Pain Suisse con porridge d’avena e mirtilli costruisce un ponte fra la Ciociaria, Londra e Parigi, nel nome di una colazione ricca di vitamine, proteine e grassi benefici.
Antonio ha partecipato alle semifinali di Breakfast Revolution
SIGEP rappresenta un evento imperdibile per chi opera nei settori della gelateria, pasticceria e panificazione artigianale. Offre una piattaforma unica per scoprire innovazioni, stabilire connessioni commerciali e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del mercato. Partecipare a SIGEP può significativamente contribuire alla crescita e al successo delle aziende nel competitivo panorama globale dell'alimentazione artigianale.
Questa creazione è frutto di un'incredibile sintesi tra tradizione, estetica e ingredienti locali. La sua ispirazione nasce dall'incontro tra la dolcezza dei pancake, un classico della colazione, e il fascino esotico degli alberi di ciliegio giapponesi, i Sakura, simbolo di prosperità e ricchezza.
Il progetto di Elisa si distingue non solo per l’originalità del concept, ma anche per la scelta degli ingredienti.
Elisa ha partecipato alle semifinali di Breakfast Revolution
Taste è una manifestazione dedicata al mondo dell'alimentazione e delle bevande, rivolta a professionisti del settore, appassionati di gastronomia, produttori, distributori, ristoratori e consumatori interessati a scoprire le ultime tendenze e innovazioni culinarie. L'evento si propone di creare un punto di incontro tra produttori locali e internazionali e i consumatori, favorendo lo scambio di idee e la creazione di nuove opportunità di business.
Edoardo Colombo fa parte della brigata della Pasticceria Chiara di Olgiate Olona (Varese), capitanata da Fabio Longhin. BB Busto Bruciata: un pan brioche unconventional, messo a segno con la farina Petra 0101 HP e una margarina homemade a base di burro di cacao e olio di vinaccioli. Ad arricchire il dolce: finocchio fresco e semicandito, nonché una pipetta interattiva colma di un infuso d’anice. Con la polvere di liquirizia a dare il tocco di classe a una proposta super green, che vibra tra rinfrescanti note erbacee e balsamiche.
Edoardo ha partecipato alle semifinali di Breakfast Revolution
"Adotta un Raccolto" di Petra rappresenta un'iniziativa significativa per promuovere la sostenibilità agricola, supportare i produttori locali e offrire ai consumatori ingredienti etici e di qualità. Partecipare a questa iniziativa permette di contribuire positivamente all'ambiente, e avere l'opportunità di connettersi direttamente con il mondo dei contadini.
Il Sud Suisse è un dolce solare e mediterraneo creato dal pasticcere Salvatore Costagliola, della pasticceria Materia di Bacoli (NA), per l’evento Breakfast Revolution di Petra Molino Quaglia, in collaborazione con la rivista Dolcesalato. Il dolce nasce come reinterpretazione della tradizione, combinando la pregiata farina Petra 6388 con una delicata crema pasticcera aromatizzata ai limoni IGP Costa d'Amalfi.
Salvatore ha partecipato alle semifinali di Breakfast Revolution
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La Settembrina è un dolce creativo ideato da Simone D'Angelo di Flavour Artisan Bistrot di Biella, realizzato per l'evento Breakfast Revolution organizzato da Petra Molino Quaglia e dalla rivista Dolcesalato. Questa torta unisce la croccantezza della pasta sfoglia, preparata con le farine Petra 6390 e Petra 6379, alla morbidezza dei croissant realizzati con la farina Petra 6388, il tutto arricchito da una crema da forno vellutata e aromatica.
Simone ha partecipato alle semifinali di Breakfast Revolution
È la più grande fiera professionale del Sud Italia con cadenza annuale dedicata al food & beverage, ormai riconosciuta Fiera a carattere Internazionale dalla Regione Puglia
Alimentaria a Barcellona rappresenta un evento imperdibile per chi opera nel settore alimentare, offrendo una piattaforma unica per scoprire innovazioni, stabilire connessioni commerciali e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del mercato globale. Partecipare a Alimentaria può significativamente contribuire alla crescita e al successo delle aziende nel competitivo panorama internazionale dell'alimentazione.
Cibus è una fiera biennale che si svolge a Parma, in Italia, e rappresenta un punto di riferimento per i professionisti dell'industria alimentare, inclusi produttori, distributori, importatori, retailer e operatori del settore horeca (hotel, ristoranti, caffè). La manifestazione è conosciuta per la sua ampia esposizione di prodotti alimentari, bevande, ingredienti e tecnologie innovative legate al mondo della gastronomia.
Dal mito alla contemporaneità. La crostata smette i tradizionali panni di torta da credenza e veste quelli di dolce cotto in forno versatile, poliedrico, moderno e sostenibile. E' questo l'obiettivo di Crostata Revolution, nuovo punto zero di un percorso di studio sulla pasta frolla iniziato nel 2009 da una collaborazione di Petra Molino Quaglia e Dolcesalato, coinvolgendo pasticcieri di 2 generazioni. Il contest prevede selezioni in presenza e con votazione popolare nei social network. Una giuria di professionisti sceglie il vincitore a Sigep nello stand di Petra Molino Quaglia.
Ein Prosit è un evento enogastronomico di eccellenza che si svolge a Udine. L’appuntamento offre un’esperienza completa per gli appassionati di buon cibo e buon vino, con degustazioni guidate, cene stellate e laboratori del gusto. Tra i momenti più attesi ci sono le creazioni culinarie di chef di fama internazionale, che reinterpretano tradizioni culinarie con materie prime di altissima qualità. L’evento accoglie anche una vasta area espositiva, dove produttori italiani presentano le loro eccellenze. Ein Prosit diventa così non solo una festa del gusto, ma anche un momento di incontro tra cultura, innovazione e tradizioni culinarie, attirando professionisti e appassionati in un’atmosfera unica.
ExpoCook si sta affermando sempre di più come un evento imprescindibile per chi lavora o è appassionato del settore della ristorazione e dell’hospitality, con un focus particolare sulle tradizioni e le eccellenze del Sud Italia. ExpoCook si svolge a Palermo presso il centro fieristico Fiera del Mediterraneo, una location strategica per il mercato siciliano e mediterraneo, solitamente a primavera (marzo o aprile), per intercettare le nuove tendenze del settore.
Golosaria è un evento enogastronomico italiano che celebra le eccellenze agroalimentari e vitivinicole del territorio. Ideato dal giornalista Paolo Massobrio, fondatore del network del gusto Club di Papillon, Golosaria è un appuntamento annuale dedicato a produttori, operatori del settore e appassionati di cibo e vino. L’edizione principale si svolge ogni anno a Milano, solitamente in autunno. È l'evento più grande, con espositori da tutta Italia e un’ampia offerta di esperienze gastronomiche.
PARABERE Forum è un evento annuale che riunisce i leader di pensiero nel campo della gastronomia, dell'alimentazione e della nutrizione. Mira a creare una rete potente e globale per rafforzare l'influenza delle donne nel settore alimentare. PARABERE Forum promuove piani d'azione e dibattiti innovativi per incoraggiare il contributo delle donne al settore alimentare e per promuovere la diversità, l'inclusione e la parità di genere nell'ospitalità.
Dalla macinazione al confezionamento: un viaggio fotografico nel molino più avanzato d'Italia dove nascono le farine Petra.
Parizza è una fiera professionale di riferimento in Francia per il settore della pizza, della pasta e della cucina italiana. Si tiene ogni anno a Parigi, presso il centro fieristico Paris Porte de Versailles, e richiama un pubblico composto principalmente da operatori del settore della ristorazione, pizzaioli, distributori e fornitori. Parizza si tiene solitamente a marzo ed è riservata ai professionisti del settore Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café). È spesso organizzata insieme ad altre fiere come Sandwich & Snack Show e Japan Food Show, creando un evento integrato dedicato al foodservice. Parizza è il luogo ideale per chi lavora nel mondo della pizza e della ristorazione italiana in Francia, offrendo ispirazioni e strumenti per innovare e crescere in un mercato sempre più competitivo.
Scatti fotografici di Thorsten Stobbe che raccontano il lavoro quotidiano nel molino, nella scuola e negli uffici delle persone che rappresentano il cuore di Petra.
TuttoPizza è una fiera internazionale dedicata al settore della pizza che si tiene ogni anno a Napoli, considerata la città simbolo di questa specialità gastronomica. L'evento è un punto di riferimento per professionisti del settore, come pizzaioli, imprenditori della ristorazione, fornitori di materie prime, attrezzature, servizi e tecnologie legate al mondo della pizza. La fiera è organizzata al complesso fieristico Mostra d’Oltremare.
Ogniqualvolta un Petra Selected Partner o un Locale Segnalato da Petra è citato in una pagina in rete, il documento è pubblicato nella nostra rassegna stampa e nella relativa pagina nel sito www.petranet.it. Ogni anno contribuiamo alla produzione di pacchetti multimediali (testi, video, podcast, social reels) realizzandoli per i Partner e i Segnalati che frequentano i simposi tecnici PizzaUp e Pastry Best, gli incontri Petra Next e Petra Feel, o partecipano nei nostri eventi esterni nei quali è presente la nostra troupe di ripresa.
Per scoprire i giovani artisti che sono in prima linea tra l'arte e la vita bisogna andare dove la vita è lavoro e il lavoro diventa arte. Ne ho incontrati sette al Molino Quaglia di Vighizzolo d'Este, una struttura computerizzata tra le più aveniristiche e suggestive d'Italia, una specie di Beaubourg dell'arte bianca. Dentro ambienti ad alta tecnologia popolati da coloratissimi tubi metallici, Alessandro Benfenati, Maurizio Bonato, Diego Dall'Osto, Alessandro Lucca, Paolo Pasetto, Gian Paolo Roffi e Joseph Rossi sono stati invitati a lasciare una traccia, a lanciare una provocazione o a fare soltanto un semplice gesto che in qualche modo aiutasse a riflettere sulla magia della creazione che tutti i giorni accade, anche in molino. Le loro performance, affini nello spirito agli interventi estemporanei del gruppo Fluxus, hanno per sottofondo il rumore teso delle macchine di trasformazione, delle macine, dei setacci. In un ritmo incessante come quello del cuore che batte, mentre la polvere di farina è cosi fine nell'aria da non farsi vedere ma soltanto annusare, gli artisti indossano un camice bianco e si muovono a loro agio. Con mezzi e modalità espressivi differenti, come diversa è la loro età (dai trenta ai quarant'anni), la loro formazione (c'è il fotografo e il poeta visivo, il grafico e il musicista, il pittore e lo scultore), la loro esperienza (sono personalità autonome e non un gruppo compatto), gli artisti interpretano il tema della vita che genera la vita.
Marina Mojana, storica d'arte e giornalista
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