Neogrania

PETRA srl - via Roma 49 - 35040 Vighizzolo d'Este (PD) Italia IT03968430284

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Neogranìa

Immagina un grano che cresce senza bisogno di essere controllato. Un grano che si adatta da solo alla terra in cui nasce, che cambia e migliora stagione dopo stagione, diventando parte del territorio.

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Entra nel progetto Neogranìa

Iniziamo insieme un percorso per dare vita a un grano forte e adattato al tuo territorio. Con il progetto Neogranìa, seminiamo e facciamo crescere popolazioni evolutive di grano sempre più forti, accettando la selezione climatica delle spighe per favorire l'insediamenro di nuove varietà autoctone. È il momento di dimostrare il nostro impegno verso la biodiversità e la sostenibilità, di fare la differenza per il futuro della nostra filiera agroalimentare.

Creiamo Insieme una nuova "granìa"

Con "granìa" intendiamo una comunità di grani che condividono le stesse radici genetiche, ma che si evolvono attraverso la selezione naturale. Insieme, possiamo promuovere la crescita di queste popolazioni di grano, valorizzando la nostra terra e creando varietà che rispondano alle sfide ambientali. Il nostro impegno collettivo è la base del legame con il territorio per favorire una produzione agricola sostenibile e resiliente.

 

Adotta un Raccolto: il contadino semina, il clima sceglie, Petra trasforma, tu dai forma

"Adotta un Raccolto” è il tramite diretto tra agricoltori, Petra Molino Quaglia e professionisti del forno e della cucina sensibili alla valorizzazione delle filiere agricole locali. L’obiettivo è semplice: dare vita a una farina unica, espressione di un territorio preciso e del suo clima. Non esiste ammasso, non esiste standardizzazione. C'è solo un campo, un raccolto e una macinazione dedicata a ciascun raccolto. Chi adotta entra in empatia con chi coltiva e vive le incognite della crescita del seme, come se il campo fosse il proprio, anche se non ha la terra. E chi coltiva sa che il suo grano avrà un valore vero, legato alla sua diversità e pagato per l’autenticità della sua storia e dei valori umani e ambientali che rappresenta.

 

La semina "in adozione"

Un agricoltore, selezionato per competenza e serietà, semina nel suo campo una popolazione evolutiva di grano tenero FURAT in regime biologico. Le sementi non sono monovarietali, ma popolazioni ad alta variabilità genetica, pronte ad adattarsi al territorio che le accoglierà. Ogni campo sarà diverso e in ogni annata produrrà un raccolto unico e irripetibile.

La molitura personalizzata

Il grano raccolto arriva in molino in sacconi intestati all’adottante, con i dati di origine geografica, ed è macinato separatamente rispetto alle partite di altri adottanti. In questo modo si traccia perfettamente la farina rispetto al suo grano di origine, senza passare da silos di conservazione per evitare che diversi raccolti si mescolino. In questo modo il micromolino di Petra può essere tarato in modo da rispettare l’unicità di ogni singola macinazione.

Impasti e biodiversità

Chi ha adottato trasforma la farina in pane, pasta, pizza o dolci. Deve conoscerla, capirla, testarla. Serve tecnica, ma anche apertura mentale: ogni anno il raccolto cambia, e chi lavora la farina deve evolversi insieme a lei. Ogni impasto deve mettere in evidenza la biodiversità dalla quale nasce.

Il racconto dalle origini

I prodotti di questa farina non sono solamente buoni. Si possono raccontare con trasparenza. Ogni cliente deve essere informato sull’origine della farina di ogni annata, su chi l’ha coltivata, su quando è stato raccolto il grano. Tutto questo crea valore aggiunto per la filiera, differenziazione e senso di appartenenza ad un progetto sostenibile che fidelizza il consumatore al luogo di consumo.

 

Coltiviamo popolazioni evolutive per dare vita a nuove varietà di grani locali

Le popolazioni evolutive di grano sono la chiave per creare varietà locali più forti e resistenti. Lavorando insieme, possiamo favorire un adattamento progressivo delle piante alle condizioni specifiche del nostro territorio. Ogni passo che facciamo oggi, investendo nella biodiversità e nella selezione naturale, ci avvicina alla creazione di nuove varietà di grano autoctono, che contribuiranno alla nostra sicurezza alimentare e alla sostenibilità. Gettiamo insieme i semi di una nuova rivoluzione agricola.

 

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La Filiera Viva: Ruoli e Relazioni in Neogranìa

Neogranìa crea un nuovo modello di filiera agroalimentare che è viva, tracciabile, identitaria, sostenibile a livello ambientale, economico e sociale, e basata sulla ricostruzione di legami umani e sulla condivisione di valori e conoscenze. La figura del Custode dei Semi è il fulcro che garantisce la continua evoluzione della biodiversità collettiva, fondamentale per la resilienza e l'autenticità di questa filiera. Il cibo torna a essere relazione, storia e cultura.
Neogranìa ridefinisce profondamente il rapporto tra agricoltore (produttore), trasformatore (artigiano), mugnaio e consumatore all'interno della filiera alimentare, trasformandola da un modello lineare e standardizzato a una "filiera viva", trasparente e basata sulla relazione.

Ecco come cambiano i rapporti:

1. L'Agricoltore

◦ Passa dall'essere un semplice fornitore di materia prima che compete sul prezzo a un partner di filiera.
◦ Viene pagato per il valore del progetto nel suo complesso, non solo per la qualità del raccolto, ricevendo un compenso significativamente più alto della media di mercato.
◦ Partecipa attivamente al processo evolutivo del grano e alla rete collettiva degli agricoltori.

2. Il Custode dei Semi (Giuseppe Li Rosi)

◦ È una figura chiave, un ruolo antico con una funzione moderna.
◦ Prende cura della popolazione evolutiva originale (FURAT Tenero Li Rosi ed EVOLDUR Li Rosi, di cui è il Custode).
◦ Semina, osserva, seleziona e rinnova la popolazione originale.
◦ Non lavora per sé, ma per una rete, un collettivo, per tutti. È la memoria vivente della biodiversità condivisa.
◦ Ogni anno, raccoglie campioni di grano da tutti i coltivatori del collettivo che hanno seminato la stessa popolazione in luoghi diversi.
◦ Osserva, valuta e integra i semi più rappresentativi e adattivi nella popolazione base, insieme ai propri.
◦ Questo processo aumenta e rafforza la biodiversità del miscuglio collettivo, aggiornandola con i dati reali del clima, del terreno e delle esperienze di tutta la rete.
◦ Crea un filo conduttore tra centinaia di microevoluzioni, tessendo un patrimonio genetico che cresce nel tempo.
◦ La sua cura della popolazione è paragonabile alla cura della pasta madre viva da parte di un panettiere.
◦ Garantisce che il processo Neogranìa rimanga vivo, aperto, autentico, che il seme si moltiplichi e che ogni artigiano impasti anche questa storia collettiva.

3. Il Mugnaio (Petra Molino Quaglia)

◦ Non si limita a macinare in modo standardizzato, ma agisce come "Custode del Sapere Molitorio" e interprete del chicco.
◦ Ascolta il grano e lo accompagna nella sua evoluzione verso la farina senza snaturarlo.
◦ Macina ogni partita di grano separatamente nel micro molino dedicato, preservando l'identità e la tracciabilità del raccolto. Utilizza esperienza artigiana e tecnologia avanzata in equilibrio.
◦ Collega il campo alla tavola, assicurando che la farina mantenga le qualità organolettiche e racconti la storia del seme e del luogo di origine. È l'unico molino italiano certificato Equiplanet, garantendo la sostenibilità lungo tutta la filiera.
◦ La macinazione è un gesto calibrato per esaltare, non rompere, la personalità del grano.

4. Il Trasformatore (Artigiano: panificatore, pizzaiolo, pasticciere, cuoco)

◦ Diventa un partecipante attivo nella filiera attraverso il progetto "Adotta un Raccolto", stabilendo un legame diretto e trasparente con l'agricoltore e il campo.
◦ Non compra semplicemente una farina, ma adotta un percorso naturale, prenotando la farina in anticipo e accettandone la variabilità annuale come punto di forza.
◦ Riceve farine uniche, non standardizzate, che riflettono le caratteristiche specifiche di un territorio e di un'annata.
◦ Il suo ruolo si arricchisce: oltre alla tecnica, deve capire e adattarsi alle caratteristiche mutevoli della farina evolutiva.
◦ Diventa un narratore, capace di raccontare la storia reale dietro la farina (nomi, volti, campi, date, stagioni). Questa narrazione crea valore aggiunto, differenzia i suoi prodotti e giustifica un prezzo più alto.
◦ Fa parte di un collettivo di adottanti, condividendo intenti e valori e imparando ad evolversi insieme alla farina.

5. Il Consumatore finale

◦ La scelta di acquistare prodotti Neogranìa diventa un "atto politico" e una scelta consapevole che va oltre il gusto o la moda.
◦ Non è solo un acquirente, ma diventa parte di qualcosa che ha senso, entrando in relazione con la filiera attraverso la storia che gli viene raccontata.
◦ Ha accesso a una trasparenza totale sull'origine del cibo, conoscendo l'origine della farina, chi l'ha coltivata e l'annata del raccolto.
◦ Sperimenta gusti sempre diversi e unici, legati all'annata e al territorio.
◦ È disposto a spendere di più per l'autenticità e la tracciabilità e diventa fedele. Impara ad apprezzare la variabilità come stimolo alla curiosità.

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"Adotta un Raccolto": Comunità e Biodiversità

"Adotta un Raccolto" è il meccanismo che unisce le persone (agricoltori, mugnaio, artigiani, consumatori) in un collettivo con un intento condiviso. Questa struttura comunitaria, in particolare la rete di coltivatori che scambiano i loro semi con il Custode dei Semi, è la chiave che permette alle popolazioni evolutive di accrescere e mantenere la loro biodiversità nel tempo, adattandosi e diventando "autoctone per adattamento". La comunità non è solo un risultato sociale del progetto, ma un elemento operativo essenziale per la salvaguardia dinamica della biodiversità agricola alla base di Neogranìa.

Il progetto è definito il "cuore operativo" di Neogranìa, ed è specificamente progettato per creare "nuovi collettivi" e una "filiera viva, tracciabile e identitaria". Attraverso l'adozione di un campo o di una sua parcella da parte di un artigiano (panificatore, pizzaiolo, pasticciere o cuoco) prima ancora della semina, si instaura un "patto tra chi coltiva e chi trasforma". Questo va oltre un semplice rapporto commerciale, creando un "rapporto diretto con l'agricoltore".

Favorire la Comunità
"Adotta un Raccolto" favorisce la comunità in diversi modi:

• Ricostruisce i legami tra chi produce, chi trasforma e chi consuma, riportando umanità nella filiera agroalimentare. Non si tratta solo di una transazione commerciale, ma di "relazione" e "storia".
• Chi adotta non compra una farina qualsiasi, ma "Partecipa a una filiera di valore, tracciabile e identitaria".
• Gli adottanti si sentono parte di un "collettivo che condivide intenti e valori", un vero e proprio "collettivo" che condivide intenti e valori.
• Lavorare con una farina che cambia ogni anno spinge l'artigiano a "evolversi insieme a lei" e all'intera "comunità degli adottanti", creando un percorso di crescita professionale condivisa.
• Gli artigiani adottanti diventano "ambasciatore attivo della cultura rurale", potendo "Raccontare una filiera trasparente, con nomi e stagioni reali" e "Parlare di chi coltiva per lui", rendendo visibile la filiera viva.
• Anche il consumatore finale è coinvolto, "sceglie consapevolmente" un cibo che valorizza la filiera e l'ambiente, diventando "parte attiva per il rilancio" di questo modello.
• La figura del Custode dei Semi non lavora da sola, ma "per una rete, per un collettivo, per tutti". Raccoglie campioni dai coltivatori "del collettivo", tessendo un "filo conduttore tra centinaia di microevoluzioni", costruendo "una rete che cresce" e valorizzando "l’unione tra chi coltiva".

Preservare e Accrescere la Biodiversità Agricola
La connessione di "Adotta un Raccolto" con la biodiversità è intrinseca al suo funzionamento:
• Il progetto si basa sulla semina di "popolazioni evolutive di grano", che si distinguono dalle varietà industriali perché partono da una "popolazione di varietà diverse" con "alta variabilità genetica".
• È la selezione naturale in campo, guidata dal territorio, dal clima e dalle condizioni ambientali, a selezionare le spighe più forti e adatte. Questo processo dinamico porta alla nascita di "sempre nuovi grani autoctoni".
• Questo approccio mantiene viva la biodiversità nei campi, evitando la "monocultura sterile" e reintroducendo la varietà là dove l'agricoltura intensiva ha portato "omologazione e fragilità". Ogni campo diventa un "piccolo laboratorio naturale".
• La coltivazione in collettivo è fondamentale per prevenire la perdita di variabilità che una popolazione evolutiva potrebbe subire se coltivata in solitaria. Nel collettivo, "le popolazioni si contaminano positivamente, si integrano adattamenti diversi, si costruisce una diversità dinamica, forte, flessibile".
• Il ruolo del Custode dei Semi è cruciale per questo processo collettivo di biodiversità: raccoglie campioni dai campi dei diversi adottanti e li integra nel miscuglio base, aumentando la biodiversità del miscuglio collettivo. Questo è un processo di "biodiversità costruita insieme, anno dopo anno".
• La molitura personalizzata, affidata a Petra Molino Quaglia (l'unico molino italiano certificato Equiplanet, standard di sostenibilità riconosciuto dall'UE) nel suo micro molino dedicato, garantisce che ogni farina mantenga l'identità del suo raccolto unico, valorizzando la "biodiversità genetica" che diventa gusto e digeribilità nel prodotto finale.

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Il patto che dà valore all'intera filiera

Neogranìa ridefinisce profondamente la relazione tra produttore, trasformatore e consumatore nella filiera alimentare, spostando il focus dalla standardizzazione e dall'anonimato alla relazione, alla trasparenza e alla condivisione di valori.

Ecco i punti chiave:

1. Riumanizzare la Filiera e Mettere al Centro le Persone
Neogranìa nasce da una forte volontà di "tornare a dare senso a quello che mangiamo e a come lo produciamo". L'obiettivo è "riumanizzare il modo in cui ci nutriamo", rimettendo "le persone al centro". Questo include tutti gli attori: "i contadini, il molino, i panificatori, i pizzaioli, i cuochi, i pasticcieri… e sì, anche chi siede a tavola". Il cibo non è più solo un prodotto, ma è "relazione" e "storia".

2. Il "Patto" tra chi Coltiva e chi Trasforma tramite "Adotta un Raccolto"
Il progetto "Adotta un Raccolto" è definito il "cuore operativo" e il "tramite diretto" di Neogranìa. Crea un "patto tra chi coltiva e chi trasforma". Questo significa che un artigiano (panificatore, pizzaiolo, pasticciere o cuoco) adotta una quota di un campo prima della semina, impegnandosi ad acquistare, lavorare e valorizzare la farina che ne nascerà. Questo instaura un "rapporto diretto con l'agricoltore" [conversazione history] e chi adotta "entra in empatia con chi coltiva e vive le incognite della crescita del seme, come se il campo fosse il proprio, anche se non ha la terra".

3. Trasparenza e Tracciabilità Totale
Ogni passaggio della filiera è reso "trasparente". Chi adotta sa "chi è l’agricoltore, dove crescerà quel grano, quando verrà raccolto". Il grano raccolto da ogni "Adotta un Raccolto" arriva al molino in sacconi intestati all'adottante, con i dati di origine, e viene macinato separatamente nel micro molino dedicato di Petra Molino Quaglia. Questo garantisce che ogni farina mantenga l'identità del suo specifico raccolto e sia perfettamente "tracciabile" fin dalle sue radici. "Niente intermediazioni inutili, niente standard puramente industriali. Ogni farina ha un nome, un volto e una storia".

4. Valorizzazione dell'Agricoltore come Partner
L'agricoltore che partecipa al progetto riceve un "prezzo equo". Questo prezzo è fissato al momento della semina e commisurato al "valore del progetto nel suo insieme e non alla sola qualità del raccolto". Viene considerato un "partner di filiera", non un semplice fornitore, e riceve un compenso "di gran lunga superiore alla media di mercato", senza dover competere al ribasso.

5. Il Trasformatore come Narratore e Parte Attiva
Gli artigiani che lavorano le farine Petra Evolutiva non acquistano una farina standard, ma "Partecipa[no] a una filiera di valore, tracciabile e identitaria". Hanno dietro al loro sacco una "storia reale" con "nomi, volti, campi, date". Il loro ruolo diventa quello di "Raccontare una filiera trasparente" e di "Parlare di chi coltiva per lui", rendendo visibile la "filiera viva". Questa narrazione è "valore aggiunto" che permette di "distinguersi e vendere meglio". Lavorare una farina che cambia ogni anno li spinge a "evolversi insieme a lei".

6. Il Consumatore Coinvolto e Consapevole
Il cliente finale non è un acquirente passivo, ma viene informato sull'origine della farina, sul coltivatore e sull'annata. Questo crea un forte "senso di appartenenza ad un progetto sostenibile". Il consumatore "sceglie consapevolmente un cibo che valorizza la filiera e l’ambiente", essendo "disposto a spendere di più" e tendendo a tornare perché "sperimenterà sempre gusti diversi". Diventa "parte attiva per il rilancio" di questo modello.

7. Creazione di "Nuovi Collettivi"
Il progetto "Adotta un Raccolto" dà vita a "nuovi collettivi". Gli adottanti si sentono parte di un "collettivo che condivide intenti e valori". La figura del Custode dei Semi lavora "per una rete, per un collettivo, per tutti", raccogliendo campioni dai diversi coltivatori "del collettivo" e costruendo una "biodiversità costruita insieme, anno dopo anno". La coltivazione "in collettivo" è fondamentale per mantenere e accrescere la biodiversità dinamica del miscuglio.

Neogranìa trasforma la filiera da una sequenza di transazioni anonime a una "filiera viva, tracciabile e identitaria", basata su "relazioni umane positive", un "patto" di fiducia e valore condiviso tra tutti gli attori, dal campo alla tavola, che diventano parte di un "collettivo" con un intento comune.

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