Cresciuta in Salento, Chiara ha intrecciato scienza e creatività nel suo percorso. Dopo gli studi in biologia, scienze gastronomiche e biotecnologie, ha deciso di dedicarsi alla pasticceria.
, racconta. Poi sono arrivati i corsi di alto livello, tra cui ALMA, e la specializzazione come maestro gelatiere.
L’8 giugno 2024, insieme al compagno Giuseppe Mazzocca, ha aperto Coce Bakery in Borgo Angelo Mazza, un micro-laboratorio di 20 metri quadri: Giuseppe si dedica soprattutto alla panificazione, Chiara alla pasticceria da forno. «Volevamo un posto che ci rappresentasse e che parlasse direttamente di noi», spiega.
Il biscotto con cui partecipa al concorso si chiama Pramzàn, termine dialettale che indica il Parmigiano Reggiano. «Ho scelto questo nome perché rappresenta subito Parma e la sua identità», sottolinea. La ricetta nasce con farina Petra 0106 HP, una farina biologica di filiera agricola, arricchita da un caramello all’erba medica (fieno) e Parmigiano, abbinato a una composta di pere antiche varietà Burro di Felino.
Il suo percorso professionale si è arricchito anche di esperienze internazionali, a Hart Bageri di Copenaghen, nel mondo del Noma, e in Italia con Stefano Guizzetti di Ciacco. «Queste esperienze mi hanno aperto la mente a nuove tecniche e visioni», afferma.
«Parma, Puglia e Calabria: è questa commistione culturale a ispirarmi», aggiunge. «Il pasticciotto, ad esempio, è uno dei miei dolci del cuore, ma l’ho reinterpretato con frangipane alla mandorla, confettura di albicocca e ganache al cioccolato e caramello».
Con Pramzàn, Chiara Masino porta a Biscotti Revolution un biscotto che unisce rigore scientifico, ingredienti locali e identità culturale, trasformando un semplice assaggio in un ritratto autentico di Parma.
(ndr) Testo liberamente ispirato all’intervista raccolta durante Biscotti Revolution e arricchito da informazioni disponibili su fonti pubbliche.