, racconta. Un manifesto che riassume la sua filosofia: dolcezza sì, ma con equilibrio e identità.
Il progetto nasce dopo anni di formazione e di lavoro: dall’alberghiero all’Alma, poi esperienze importanti — Le Calandre, Perbellini — fino al desiderio di creare qualcosa di proprio. Creazioni è oggi un laboratorio in movimento, dove ogni giorno nascono prodotti nuovi, frutto di ricerca, tecnica e curiosità.
«Non mi piace annoiare il cliente. Chi entra deve trovare sempre qualcosa di diverso.»
La pasticceria è un luogo vivo, dove la colazione si intreccia al brunch e alla merenda, e dove il contatto diretto con i clienti diventa parte dell’esperienza.
Giulia lavora con un team di dieci persone, quasi tutte donne.
«Sono la mia famiglia. Vivo lontano da casa e loro sono la mia forza. Il valore umano dà valore anche ai nostri prodotti.»
A Creazioni la materia prima è protagonista: farina Petra, burro, frutta, tutto è scelto con cura.
«Lavoriamo una materia viva, che cambia ogni giorno. È la parte più bella del nostro mestiere: nulla è mai uguale.» Il lievito madre è una sfida quotidiana, il panettone un’emozione sempre nuova.
C’è spazio anche per la sperimentazione. Nel suo “tronchetto della felicità”, un cake da viaggio al profumo di Garda, Giulia sostituisce gran parte del burro con un’emulsione di olio extravergine, burro di cacao e acqua. Dentro, mandorle, limoni e un tocco di albicocca candita.
«È un dolce che rappresenta il lago: morbido, luminoso, delicato.»
L’olio torna anche in frolle e biscotti, in una pasticceria sempre più inclusiva, attenta alle intolleranze e ai nuovi stili alimentari.
«Bisogna essere empatici. Mettersi nei panni degli altri è fondamentale, anche dietro un banco di dolci.»
Oggi Creazioni è un punto di riferimento per chi cerca un dolce contemporaneo, capace di unire tecnica e sensibilità.
«Il mio laboratorio è la mia isola felice. Ogni giorno accendo i forni e invento qualcosa di nuovo. Finché avrò stimoli, continuerò a creare. È questo che mi fa stare bene.»
Dal lago alla vita, Giulia Cerboneschi continua a impastare emozioni. Con calma, con energia, con la luce del Garda negli occhi.