A guidare
Sitàri c’è anche
Giorgio Sorce, che in occasione del
Bob Fest ha raccontato a
Cristina Viggè cosa significa scegliere, ogni giorno, la via più giusta, anche quando non è la più facile.
Le radici nel grano
«Sitàri significa “grano” in greco moderno e si pronuncia si-tà-ri», racconta Giorgio.
«È una parola che contiene tutto il senso del nostro lavoro: il rispetto per la farina, per la terra, per ciò che ci nutre.»
Da anni Giorgio e suo fratello portano avanti questo progetto, nato ad Agrigento e cresciuto nel tempo grazie a una visione condivisa e a una collaborazione importante: quella con Petra Molino Quaglia.
Un legame di fiducia
«Siamo Petra Partner dal 2018. Petra per noi è qualità, sicurezza e senso di appartenenza. Collaboriamo da sette anni, e vedere crescere il progetto anche a livello internazionale è stato fonte di grande orgoglio.»
Il rapporto con Petra va oltre la fornitura di farine: rappresenta una condivisione di valori. Il molino è infatti l’unico in Italia a vantare la certificazione EQUIPLANET per la sostenibilità.
«Lavorare con una realtà così è un privilegio, ma anche una responsabilità. La sostenibilità non è una moda: è un impegno concreto. Sapere che la farina che usiamo rispetta l’ambiente e garantisce tracciabilità dà valore anche a chi sceglie le nostre pizze.»
Sostenibilità come gesto quotidiano
Per Giorgio, la sostenibilità non è teoria ma pratica quotidiana.
«Da anni utilizziamo per l’asporto un sistema che prevede un piatto biodegradabile sotto la pizza: il cartone resta pulito e può essere riutilizzato. È un piccolo gesto che riduce lo spreco d’acqua e l’impatto ambientale. Inoltre, abbiamo quasi eliminato la plastica, sostituendola con vetro e materiali compostabili.»
Un approccio che oggi sembra naturale, ma che nove anni fa era pionieristico.
«All’epoca ci guardavano come fossimo strani. Oggi è una scelta condivisa da molti. Noi l’abbiamo fatta per convinzione, non per moda.»
Singapore: uno sguardo avanti
Lo stesso spirito guida Fortuna, il locale aperto a Singapore insieme a un gruppo di amici.
«È una seconda famiglia, un progetto nato dal desiderio di portare il nostro modo di lavorare anche fuori dall’Italia.»
A Singapore la sostenibilità è parte integrante della cultura.
«Le strade sono asfaltate con plastica riciclata, i mezzi pubblici sono elettrici, solo un quarto delle persone possiede un’auto. Lì la sensibilità è diffusa, concreta. Anche nelle piccole cose si nota la differenza. È un luogo da cui c’è molto da imparare.»