Da dove nasce la tua passione per la panificazione?
«È partita dalla forma più semplice, la classica pagnotta. Da lì è nata questa passione, che poi è cresciuta con le prime sperimentazioni.»
Che ruolo hanno avuto le farine Petra in questo percorso?
«Mi hanno accompagnata fin dall’inizio. Ricordo che, combinando Petra 3 e Petra 9, sono riuscita per la prima volta a ottenere una pagnotta profumata, aromatica e ben alveolata.»
Cosa ti colpisce di queste farine?
«La macinazione a pietra le rende più grezze, più profumate. Sono farine vive, che portano dentro tutto il chicco: la crusca, il germe, i profumi del campo.»
Cosa significa per te fare il pane oggi?
«È il modo più diretto che ho per restituire qualcosa a ciò che la natura ci offre. Quando il profumo del pane riempie la cucina, ho la sensazione di fare la mia parte, in silenzio.»