«La mia famiglia è di Agerola, sulla Costiera Amalfitana», racconta Ernesto. «Una terra famosa per il fior di latte».
Nato a Feltre, in provincia di Belluno, è cresciuto in un ambiente dove il cibo era sempre al centro della giornata.
«La cucina me l’hanno insegnata mia nonna e mia mamma. Sono sempre stato molto legato a mia nonna, che mi ha trasmesso tutto quello che sapeva».
Da ragazzo, però, aveva altri progetti: «Facevo il liceo scientifico, volevo diventare ingegnere meccanico e lavorare alla Ferrari. Poi, aiutando in famiglia, ho capito che mi piaceva stare in cucina».
Per perfezionarsi, ha frequentato i corsi di formazione alla Scuola del Molino, il centro di formazione di Petra Molino Quaglia, che propone percorsi professionali per pizzaioli, panettieri, pasticceri e cuochi.
Qui Ernesto ha approfondito la conoscenza delle farine, delle tecniche di impasto e dei metodi di lievitazione, trasformando la curiosità iniziale in competenze solide.
Fassina: un locale rinnovato a Fontanafredda
A Fontanafredda, in provincia di Pordenone, Ernesto e la sua famiglia gestiscono Fassina, un locale che unisce ristorante e pizzeria.
«Fassina era il nome del signore che aveva il locale prima di noi. Era un’osteria, poi diventata pizzeria. Quando l’abbiamo rilevata, abbiamo deciso di tenere il nome ma di cambiare tutto il resto».
Oggi Fassina è conosciuta per le pizze e per la cucina.
«Da noi vengono sia per la pizza che per il ristorante. Diciamo che è un 50 e 50».
Sul banco, Ernesto non smette di sperimentare: «La mia non è una pizza basica. Ci ho lavorato molto e continuo a provare cose nuove: farine diverse, metodi di cottura diversi. Mi piace giocare. Se non giochi, sei finito».
E aggiunge: «La gente oggi non esce più solo per mangiare e riempirsi, vuole provare qualcosa di diverso. E questo mi spinge a cambiare spesso».
Il legame con il Friuli-Venezia Giulia
Il Friuli-Venezia Giulia è diventato per lui un punto di riferimento.
«È una terra molto aperta e dinamica», spiega. «La parte bassa, dove siamo noi, ha molti scambi con il Veneto e la Slovenia. Ci sono tante culture che si incontrano, e questo si riflette anche nella cucina».
Un contesto che offre prodotti locali di qualità e occasioni di confronto continuo.
Le pizze più apprezzate
Tra le sue creazioni, una resta la preferita: «La mia pizza del cuore è la vera Napoli: bufala, basilico, grana e un filo d’olio. Secondo me è la più buona di tutte. In fondo, la margherita resta sempre la regina».
Basilico: la pizzeria di Sacile
Nel 2019, la famiglia Criscuolo ha aperto Basilico a Sacile, dove lavora il fratello di Ernesto.
«Da Basilico facciamo solo pizze, ma più ricercate. È un locale più di nicchia rispetto a Fassina».
Qui gli esperimenti continuano: «Usiamo farine particolari, facciamo anche l’impasto con il carbone vegetale. È una proposta pensata per chi vuole qualcosa di diverso».
Le due insegne si completano: «Da Fassina abbiamo una clientela più ampia, famiglie e gruppi. Basilico, invece, è per chi cerca un’esperienza diversa».
I due locali distano appena «una decina di chilometri».
Guardando avanti
Ernesto guarda già ai prossimi passi: «Il mio progetto è, forse, prendere una strada un po’ slegata dalla famiglia. Non so ancora cosa farò, ma vorrei creare qualcosa di nuovo, magari completamente diverso da quello che faccio adesso».
Per ora resta dietro al banco, tra farine e forni, cercando ogni giorno un modo nuovo per sorprendere chi entra nei suoi locali.