La scintilla si chiama pasticceria artigianale. Un mestiere che in casa Ferracina si tramanda da oltre un secolo: tutto è cominciato nel 1910 con il bisnonno, che aprì una panetteria, poi trasformata nel tempo in pasticceria.
Oggi Alessandro guarda quel mondo con occhi nuovi, allenati a progettare spazi, forme, luci.
«Anche un dolce è uno spazio da immaginare. Deve essere buono, certo. Ma deve anche farsi mangiare con gli occhi».
Lo dice con entusiasmo calmo, da ragazzo che sa osservare e ha voglia di fare. Intanto il papà, Riccardo, lo affianca, lo sprona, gli lascia spazio. E nel laboratorio — quello vero, tra sacchi di farina e teglie calde — c’è fermento.
«Sono ancora agli inizi — dice Alessandro — ma sento di appartenere a questo posto. È come se fosse sempre stato parte di me, solo che ora lo vedo con più chiarezza».
Design, arte, dolci. Un intreccio inatteso, come il percorso di Alessandro: nato altrove, ma tornato a casa. Con la consapevolezza che a volte il futuro ha il profumo — e il calore — di ciò che c’era già.