Intervista a Francesco D’Ambrosio – Maturo Pizzeria
Dici che “una pizza al centro del tavolo fa felici tutti”: non stai idealizzando un po’? È davvero così semplice?
«Sì, è davvero così.
Una pizza al centro del tavolo mette d’accordo tutti: grandi, piccoli… chiunque.
La gioia è uguale per tutti.»
Dodici anni nello stesso mestiere, sempre con lo stesso entusiasmo: come hai fatto a non bruciarti?
«Perché mi piace quello che faccio.
Sono dodici anni che faccio il pizzaiolo e continuo a farlo con voglia.
Oggi mi occupo di tutto: pizza contemporanea, panificazione, pane, pizza in pala, pizza in teglia… impasti contemporanei e tradizionali. Faccio un po’ di tutto.»
La “pizza contemporanea” non rischia di essere solo una moda? Il pubblico la capisce davvero?
«Sì, la capisce.
Negli ultimi anni il pubblico è molto più aperto all’innovazione.
Se mangia bene e percepisce che c’è amore in quello che fai, il prodotto lo accetta e lo apprezza.
Non troviamo grosse difficoltà.»
Parli spesso di passione e amore. Ma nella realtà, cosa c’è dietro? Quanto pesa davvero la fatica?
«Pesa tanto.
Per fare la pizza ci vuole passione, cuore, voglia… ma servono anche sacrifici.
Orari stressanti, giornate difficili, fallimenti continui: sono cose che ti fanno crescere e che alla fine ti portano al risultato giusto.»
“Voglio arrivare lontano”: è un sogno da 31enne o un obiettivo concreto?
«Un obiettivo concreto.
Io spero di arrivare il più lontano possibile.
Voglio lasciare il segno nel mondo della pizza di domani.
È quello che voglio ottenere.»