Intervista a Giancarlo Sensini
Giancarlo, ci racconti le origini del panificio?
«Lo ha aperto mio nonno nel 1953, nel dopoguerra. Era dipendente Barilla e quando l’azienda chiuse, chi voleva mettersi in proprio riceveva un panificio come sostegno. Così è iniziata la nostra storia. Poi i miei genitori hanno portato avanti l’attività e, quando mia madre è venuta a mancare, ci siamo spostati in un quartiere residenziale: da allora lavoriamo qui».
Cosa significa per te fare il pane oggi?
«Per me è un impegno totale. Il pane non è solo un alimento, è un segno che accompagna ogni tavola. Oggi però il consumo è calato e non possiamo restare fermi: per questo, oltre al pane, produciamo grissini, cracker e schiacciate. Bisogna rinnovarsi e guardare avanti».
Quanto conta la formazione?
«Moltissimo. La considero imprescindibile. Frequento uno o due corsi al mese per restare aggiornato e portare nuove idee nel mio lavoro».
Oltre al pane, ti dedichi anche al sociale. In che modo?
«Sono autista soccorritore in ambulanza. All’inizio l’ho fatto per staccare dal lavoro, visto che il panificio impegna sette giorni su sette. Poi mi ha cambiato: vedere la sofferenza degli altri ti fa apprezzare di più ciò che hai e mi ha spinto a dare ancora più valore al mio mestiere».
Parliamo del tuo sogno: la bakery di Langhirano.
«Abbiamo trovato un locale in posizione centrale, facilmente accessibile. Vogliamo aprire una bakery moderna: partiremo con quello che sappiamo fare meglio – pane e pasticceria – e introdurremo gradualmente piatti di gastronomia come gnocchi, lasagne e tortelli. Collaboriamo già con orti di prossimità e vogliamo rafforzare questo legame con il territorio».
Collabori anche con Petra, aderendo al progetto “Adotta un raccolto”. Cosa significa per te?
«Significa seguire da vicino la nascita della farina che useremo. Abbiamo scelto un campo che potremo monitorare dalla semina alla crescita. Dire “questa è la mia farina, il mio grano” dà un valore unico e una soddisfazione enorme al lavoro del panificatore».
Il futuro del panificio passa anche per un cambio di nome, giusto?
«Sì. Oggi ci chiamiamo Panificio Zaccarini, in onore di mio nonno. Con la nuova apertura diventeremo “Sensini”: un modo per conservare le radici con una nuova immagine. Non vogliamo dimenticare il passato, ma evolverci con continuità e lo sguardo al futuro».
E accanto a te c’è sempre tua moglie Marika.
«Esatto. Senza di lei non sarebbe possibile. Mi supporta in tutto e lavora al mio fianco. È fondamentale avere una famiglia che ti sostiene in questo percorso».
Dal forno al domani
La storia di Giancarlo Sensini è quella di una famiglia che non ha mai smesso di portare il pane sulle tavole, adattandosi ai tempi e guardando avanti. Dal piccolo laboratorio di Vigatto alla futura bakery di Langhirano, passando per l’impegno sociale e i progetti con Petra, il filo conduttore resta sempre lo stesso: il pane come scelta di vita.