Il nome nasce quasi per gioco. Cortona, in Toscana, è la città della patrona Santa Margherita. Così, quando
”: un modo ironico e confidenziale per evocare la pizza Margherita e, insieme, il legame con il luogo.
Prima di quell’avventura c’erano state le esperienze all’estero. Berlino, dove i due si sono conosciuti lavorando in ristoranti stellati. Londra, con le cucine di Simon Rogan e il prestigioso Savoy. Anni intensi che hanno acceso in entrambi il desiderio di creare un progetto personale, lontano dalle pressioni e dai ritmi di una grande metropoli.
Cortona ha rappresentato una scelta controcorrente. Non Milano, troppo caotica, ma un borgo turistico e accogliente, dove i giovani tendono ad andarsene. Lì La Rita è diventata un punto di riferimento per la comunità, grazie a una pizza digeribile, artigianale e sincera. Non solo turisti: anche gli abitanti del posto facevano la salita in macchina per portarsi a casa una pizza diversa da tutte le altre.
Poi è arrivata la pandemia e con essa la consapevolezza che Cortona non bastava più.
“Avevamo bisogno di più energia, di più gente, di un luogo popolare e autentico”, racconta Riccardo. Così il progetto si è spostato a Sesto San Giovanni, in via Dante, cuore antico della città. Qui La Rita si è trasformata in un’insegna pop: colori fucsia, grafica vivace, un menù stagionale che unisce i sapori toscani dei salumi artigianali a pizze creative come quella ispirata ai pizzoccheri valtellinesi.
Il pubblico è variegato: giovani, famiglie, over 50 che hanno trovato in La Rita non solo una pizza leggera e di qualità, ma anche un luogo di aggregazione.
“Ci piace l’idea di essere un posto per tutti – spiega Riccardo – dove gli abitanti di Sesto, con le loro storie e diversità, si sentano rappresentati”.
E il futuro? Da ribelle qual è, Villani non si ferma mai: dopo due anni in una città sente il bisogno di ripartire. L’idea è replicare la filosofia de La Rita in un nuovo spazio, magari ancora in periferia, per rigenerare un altro pezzo di territorio.
Intanto, a Sesto San Giovanni, La Rita è già diventata un simbolo: un luogo che unisce comunità e colore, dimostrando come la cucina possa davvero cambiare il destino di un quartiere.