«L’ordine è fondamentale in pizzeria, tanto quanto gli ingredienti» racconta Andrea, responsabile della farcitura e della cottura.
Una fase cruciale, che richiede precisione e sensibilità.
«Gli ingredienti non si mettono a caso. Anche la cottura va gestita con precisione: il forno deve essere stabile, con una temperatura costante, per garantire un risultato omogeneo. Una pizza troppo cotta o troppo cruda cambia completamente l’esperienza.»
Alessandro, invece, è l’ultimo che “vede” la pizza prima che arrivi in tavola. Si occupa dell’uscita e del tocco finale.
«Mi piace tutto del mio lavoro, ma la parte più bella è vedere il piatto tornare vuoto e, ancora di più, rivedere il cliente che torna. È lì che capisci di aver fatto bene.»
Impasti semi-integrali e leggerezza come filosofia
Le pizze del Leon d’Oro si distinguono per la loro leggerezza e digeribilità. L’impasto è realizzato con farine semi-integrali, e la cottura – a circa 300 gradi per 4 minuti e mezzo – garantisce un risultato fragrante e ben asciutto.
«Se non cuoci bene un impasto semi-integrale, rischia di restare umido e pesante» spiega Andrea.
«La leggerezza è fondamentale. Se voglio qualcosa di pesante, mi prendo una torta salata!» scherza.
Ma dietro ogni scelta c’è una ricerca continua: sulle farine, sulle lievitazioni, sugli ingredienti. Il team si affida a fornitori selezionati, come Molino Quaglia, con cui condivide un percorso di crescita e sperimentazione.
Una pizza che è anche bellezza
La location è uno dei fiori all’occhiello del Leon d’Oro.
«Ci troviamo in una villa storica con un giardino bellissimo, in pieno centro a Verona» racconta Alessandro.
«Sembra di entrare in un’altra epoca. In estate lo spazio esterno diventa il cuore del locale: gran parte del servizio si svolge all’aperto. C’è perfino chi si ferma solo per scattare una foto.»
Instagrammabile? Anche, ma non solo. L’ambiente è parte integrante dell’esperienza.
«Oggi in una pizzeria conta tutto: l’impasto, il servizio, ma anche la sala, i dettagli, l’atmosfera. Qui si entra in una villa, non in una semplice pizzeria.»
La “Bufala 20:20”: il must del Leon d’Oro
Tra le pizze più richieste spicca la Bufala 20:20, una creazione fresca e originale.
«È una pizza con solo il pomodoro in cottura. Tutto il resto – mozzarella di bufala, datterini appassiti, basilico, olio – viene aggiunto dopo» spiega Andrea.
Una sorta di caprese fuori cottura, rivisitata: leggera, estiva, bilanciata.
«Non se ne trovano molte fatte così. Di solito si mette tutto in cottura, anche la bufala. A noi piace invece conservare la freschezza e creare contrasto.»
Una realtà solida, ma in movimento
Leon d’Oro non è solo cura e qualità: è anche visione e sviluppo.
La famiglia Rizzo, che gestisce anche il noto ristorante Il Desco, è pronta ad aprire un nuovo locale: un’altra pizzeria-ristorante che porterà avanti la stessa filosofia di attenzione e ricerca.
Il team, giovane ma esperto, lavora ogni giorno con la volontà di crescere, migliorare e innovare.
«Siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Innovazione e concretezza: è questo che ci piace essere» conclude Alessandro.