Quando hai capito che questo sarebbe stato il tuo lavoro?
«È una storia che parte da lontano. All’inizio è stato in panetteria: sono nato in questo ambiente, i miei genitori avevano una panetteria. Ma nel 2016 sono entrato in una pasticceria e da lì, credo, mi si è aperta la mente. È stato un passaggio che ha dato direzione.
In quel periodo ho conosciuto il panettone a fermentazione naturale, e quella è diventata la mia strada, che seguo ancora oggi».
Cosa ti emoziona del tuo lavoro?
«Parto dalla materia prima, dagli ingredienti, e da lì, con la tecnica e con la pazienza, li trasformo in un prodotto: un panettone, un croissant, un pane.
È questa trasformazione che mi emoziona».
Come descriveresti il tuo lavoro in tre parole?
«Pazienza, molto lavoro e molto amore».