Intervista a Mattia Saracino
Mattia, partiamo dall’inizio: cosa ti ha spinto a entrare in pizzeria e fare di questo mestiere la tua scelta?
"È stata una mia decisione. Mio padre mi ha lasciato libero e io ho deciso di entrare nel locale di famiglia".
Dopo la scuola media, come hai deciso di proseguire i tuoi studi?
"Ho frequentato l’Istituto Alberghiero per cinque anni, proprio per capire meglio il mestiere che avevo visto in casa fin da piccolo. Poi ho fatto un passo in più con l’Università della Pizza di Petra Molino Quaglia, per specializzarmi e conoscere nuove tecniche".
Cosa ti ha lasciato questa esperienza all’Università della Pizza, cosa ti sei portato a casa di più prezioso?
"Mi ha aperto la mente: lì ho scoperto nuovi impasti e diversi modi di gestire la pizza. È stato un arricchimento enorme".
Hai messo subito in pratica quello che hai imparato? Come hai trasformato la tua formazione nel lavoro quotidiano?
"Sì, mio padre mi lascia sperimentare e questo mi ha aiutato a crescere. Ho migliorato l’impasto con farine particolari, come riso e orzo germogliati della linea HP di Petra, e la farina di ceci: ingredienti poco diffusi qui al Sud".
Se entriamo oggi nella vostra pizzeria, che tipo di offerta troviamo?
"Abbiamo tre linee principali: la pizza classica, il padellino e la pala romana. Le curiamo con attenzione. In futuro mi piacerebbe aggiungere altre proposte, per offrire un’esperienza ancora più completa".
Il lavoro in pizzeria richiede tempo e impegno. Quando non sei al banco, come vivi le tue giornate?
"Anche se chiudiamo tardi la sera, preferisco svegliarmi presto. Vado in palestra, pratico arti marziali e faccio sala pesi. È il mio modo per scaricare la tensione e sentirmi meglio".
Se dovessi scegliere una cosa che ti dà più soddisfazione nel tuo lavoro, quale sarebbe?
"La possibilità di creare. Ogni nuovo impasto è una sfida: mi piace sorprendere i clienti con qualcosa di inaspettato".
Hai già fatto scelte importanti in giovane età. Che immagine hai del tuo futuro?
"Voglio continuare a crescere, a imparare e a portare avanti questo lavoro con sempre più consapevolezza. Ci sono ancora tante cose da provare".