Come è iniziato il tuo percorso?
«Sono cresciuto in laboratorio e per me è stato naturale continuare il lavoro di famiglia. Una scelta che, da giovane, non è sempre del tutto consapevole, ma che poi mi ha coinvolto negli anni.»
Cosa ti emoziona ancora del tuo lavoro?
«La ricerca. E soprattutto la lavorazione del lievito naturale. Tutti i prodotti che lievitano mi danno una soddisfazione particolare.»
Qual è l’errore che ti ha aiutato a crescere di più?
«Gli errori fanno sempre crescere. Il mio è stato restare per un periodo troppo chiuso in laboratorio, senza confronto con gli altri, che è una parte fondamentale del lavoro.
Quello che mi ha aiutato davvero è stato uscire, fare corsi e vedere altre realtà. Consiglio ai giovani di farlo: viaggiare, mettersi alla prova. Sono esperienze che formano. A me è mancato per anni, perché lavoravo sempre nello stesso posto.»
Come definiresti il tuo stile in tre parole?
«Pulizia, semplicità, attenzione alle materie prime.»
Dai più importanza alla tecnica o all’istinto?
«La tecnica è fondamentale, ma l’istinto è ciò che porta a un risultato personale. Non basta leggere una ricetta: bisogna farla propria.»
Cosa ti distingue dagli altri?
«Il lavoro sui lievitati e la volontà di migliorarmi continuamente.»
Qual è il tuo prodotto strategico?
«Non sempre coincide con ciò che si ama di più. Oggi è importante avere una buona varietà di biscotti: funzionano e, se fatti bene, sono molto apprezzati.»