Voce
Velocità 1.0×
Si consiglia di usare Google Chrome per un risultato ottimale in lettura
immagine

Ottavio Guccione - Panificio Guccione - Palermo

DAL PANE DEGLI ABUSIVI AL FORNO CHE RESISTE: LA STORIA DI OTTAVIO GUCCIONE
Quando ha aperto il suo panificio a Palermo, nel 2012, Ottavio Guccione sapeva che il pane nero di Castelvetrano non lo conosceva quasi nessuno.Una pagnotta scura, tonda, ricoperta di sesamo, figlia di una tradizione rurale secolare.

Oggi quel pane, cotto nel forno a legna del ’51, è diventato un riferimento per chi cerca autenticità.
E dietro ogni crosta croccante, c’è la storia di un uomo che ha deciso di impastare futuro e memoria.

Il fornaio marinaio

Ottavio non è cresciuto nel laboratorio di un panettiere, ma nel mondo tecnico e preciso dei geometri.
Poi l’incontro con Valentina — e con suo padre, vecchio fornaio — cambia il corso della sua vita.
Nel 2011 lascia tutto e apre il Panificio Guccione, scegliendo una via poco battuta: quella del pane identitario, senza scorciatoie.

«Il pane nero era chiamato anche pane degli abusivi, perché si vendeva la domenica, porta a porta.
Si faceva con il grano marzuolo, che si seminava a gennaio e si raccoglieva a marzo.
Un pane povero, sì, ma resistente e vero.»

La sua è una rivoluzione silenziosa: niente farine raffinate, niente processi industriali.
Solo grani antichi siciliani, macinati a pietra, e una lavorazione che richiede tempo, ascolto e sensibilità.

«Come diceva mio suocero: il fornaio deve essere anche marinaio. Deve saper leggere il tempo.»

Il forno è ancora a legna, dal 1951

Dentro il panificio si respira il calore di un lavoro costante e discreto.
Il forno, ancora alimentato a legna, cuoce ogni giorno pagnotte che parlano una lingua antica.
Crosta bruna, mollica compatta color caffellatte, profumo di malto, sesamo e memoria.

«Una volta si facevano pagnotte da due chili. Duravano anche due settimane.
Oggi, con i consumi ridotti, si lavora su pezzature da mezzo chilo. Ma si asciugano prima, è normale.»

Nelle sue mani, il pane nero di Castelvetrano non è solo un prodotto da forno.
È una trasmissione culturale.
Sostituire lo strutto con l’olio d’oliva, ridare dignità alle farine integrali vere, impastare lentamente senza surriscaldare: ogni gesto è un messaggio, ogni passaggio un atto d’amore.

Pane sacro e pane per tutti

Ottavio racconta anche una tradizione dimenticata: quella della colazione con il “pane sacro”, condito con acciughe, pomodoro e pecorino.
Era il pasto del mattino nelle famiglie contadine, saporito e completo.
Oggi, quella stessa pagnotta può tornare sulle tavole di chi cerca un’alternativa genuina e consapevole.

E per chi vuole cimentarsi a casa, Ottavio apre generosamente il suo ricettario:
Ingredienti:
- 1 kg di farina integrale macinata a pietra
- 800 g d’acqua
- 20 g di sale
- 200 g di lievito madre (oppure 5 g di lievito di birra fresco)
- Sesamo q.b. per la superficieProcedimento:

Impastare lentamente (a mano o con impastatrice a forcella), lasciar riposare mezz’ora, formare le pagnotte, cospargerle di sesamo e farle lievitare da 1 a 2 ore.
Cuocere in forno statico: 10 minuti a 240°C, poi abbassare a 200°C per altri 25–30 minuti.
Una pagnotta da 500 grammi cuoce in circa 45 minuti; quella da un chilo, in circa un’ora.

Pane, futuro e poesia

Il forno di Ottavio Guccione è un piccolo presidio contro l’omologazione del gusto.
Un luogo dove il passato non è nostalgia, ma strumento per disegnare il futuro.
Il suo pane racconta una Sicilia autentica, fatta di mani che lavorano, grani che resistono e profumi che restano impressi nella memoria.

E forse è proprio questo il segreto del pane nero:
non solo nutrire, ma ricordare.

25/09/2025 | autore/autrice:: redazione

(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:

podcast nella pagina

PETRA srl - via Roma 49 - 35040 Vighizzolo d'Este (PD) Italia IT03968430284

PETRA srl - Vighizzolo d'Este (PD) IT03968430284

Chat Bot