INTERVISTA ADOTTANTI SICILIA
Un esempio? Miguel Papaianni, che oggi ci parla da Helsinki, dove lavora con Capperi, il suo locale. Anche lui ha deciso di adottare un raccolto.
“Credo che sia molto importante questa relazione e questa vicinanza tra il contadino e il consumatore,” spiega Miguel. “Non solo io, ma anche chi viene in pizzeria o al ristorante è interessato a sapere da dove proviene quel grano.”
Il progetto mette al centro proprio questo: la trasparenza e la tracciabilità del cibo, partendo da un prodotto semplice e fondamentale come la farina.
“Fare conoscere alla gente una farina che contiene diversi tipi di grani tipici della Sicilia, e far sapere che proviene da quella zona, è fondamentale,” continua Miguel. “È importante per noi e anche per i nostri clienti.”
E Luca conferma: “Quindi ci confermi che anche all’estero il consumatore è attento a quello che mangia?”
“Sicuro, sicuro, sicuro!” risponde Miguel. “Qui la gente è molto attenta a quello che mangia, specialmente alla cura che si dedica ai grani. È lo stesso discorso che facciamo con la mozzarella: diciamo da dove arriva, e la gente chiede come vengono trattati gli animali. Con il grano è la stessa cosa. Noi diciamo che abbiamo adottato un ettaro di terra e ci siamo affidati alla persona giusta per prendersene cura.”
C’è anche un legame personale che unisce Miguel alla Sicilia: “Mia madre è nata a Mazzarino, vicino a Enna. Sono per metà mazzarinese, proprio di quella zona.”
Una storia che attraversa confini e ritorna alle radici, passando per un campo di grano.
(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:
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