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Aldo Palmieri - Sauvage - San Cataldo, CL - Petra Next

SAUVAGE. LA SCIENZA CHE PROFUMA DI PIZZA
C’è chi cresce con le mani in pasta e chi, come Aldo Palmieri, ci arriva passando dai laboratori di biotecnologie. Per lui la pizza non è mai stata solo acqua, farina e lievito: è chimica, microbiologia, fermentazione viva.
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Il futuro sembrava segnato dagli studi: un diploma in Biotecnologie sanitarie e il sogno della medicina. Poi la proposta del fratello Francesco: aprire una pizzeria a San Cataldo, nel cuore della Sicilia. Un anno dopo il pizzaiolo del locale se ne va e Aldo deve scegliere.

“Ho scoperto che la pizzeria è chimica pura – racconta – e ho capito che questo era il mio mondo”.

Da quel momento, il sapere scientifico non resta più confinato ai libri ma entra negli impasti. La formazione diventa un alleato prezioso: conoscere fermentazioni e processi invisibili gli dà sicurezza e lo guida nella ricerca della perfezione. Il risultato? Una pizza leggera, digeribile, con un bordo alto e semi croccante: una napoletana idratata che incontra la croccantezza siciliana. Una sintesi che parla di due terre.

Eppure, Sauvage non è solo questione di lieviti e farine. È anche un luogo che sorprende: varcata la soglia, ci si trova immersi in pareti di vegetazione, in un’atmosfera da giungla che evoca libertà e autenticità. In francese sauvage significa selvaggio, ma anche libero, vero. È lo spirito che Aldo e Francesco hanno voluto trasmettere: un luogo senza costrizioni, dove ci si lascia andare.

Questa attenzione al dettaglio non si ferma all’ambiente: continua nella scelta delle materie prime. Aldo gira per mercati e campagne come un esploratore in cerca di tesori. Privilegia prodotti freschi e a km zero, ma non rinuncia a eccellenze DOP quando servono.

“Cerco solo il meglio – dice – perché è questo che voglio offrire ai nostri ospiti”.

E il concetto di qualità si intreccia naturalmente con quello di responsabilità. Acquisti giornalieri per evitare sprechi, materiali biodegradabili al posto della plastica, collaborazioni con aziende attente all’ambiente. L’obiettivo è chiaro: diventare presto completamente plastic free. Perché selvaggio significa anche rispettare la natura che ti circonda.

Oggi Sauvage conta 125 coperti e sogna di crescere ancora. Ma più dei numeri, resta la forza di una scelta coraggiosa: quella di un ragazzo che ha lasciato i libri di biotecnologia per accendere un forno e impastare il suo futuro. Una storia fatta di farina, passione e libertà. Una storia sauvage.

18/01/2025 | autore/autrice:: redazione

(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:

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