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Severino Salzano - Villa Severino - Helsinki, Finlandia - Pizza Up 2025

SEVERINO SALZANO: UNA STORIA DI FAMIGLIA TRA NAPOLI E HELSINKI
Severino Salzano racconta un percorso fatto di decisioni difficili e scelte guidate dall’amore: lascia Napoli per seguire il desiderio del figlio, costruisce a Helsinki un luogo dove la cultura napoletana incontra quella nordica e trasforma ogni ostacolo in un’occasione per crescere. Tra materie prime finlandesi, radici italiane e il confronto di PizzaUp, la sua è una cucina che nasce dall’identità e si nutre di emozioni.
Intervista a Severino Salzano – Villa Severino

Lasciare Napoli per Helsinki: scelta coraggiosa o pura follia?


«Per qualcuno follia, per noi una scelta d’amore.

Sono originario di Napoli ma vivo a Helsinki da quasi dieci anni con la mia famiglia.
Siamo partiti perché mio figlio voleva studiare nei Paesi scandinavi, e mia moglie — che non si fa mai i fatti suoi, scherzo sempre così — ha spinto per questa strada.

Non è stato semplice: il primo vero muro è stata la lingua.

A casa mia parlano tutti finlandese, oltre a inglese, spagnolo e francese.

Io sono l’unico che non ha voluto intraprendere il percorso del finlandese, anche per esigenze lavorative: è una lingua molto difficile e richiede tempo.

Ma quando mi chiedono cosa ci abbia spinti a seguire questo percorso, la risposta è semplice — come dice sempre mia moglie: è l’amore.

Viviamo per la famiglia, e nostro figlio non stava chiedendo nulla di sconcertante: voleva solo valorizzarsi dal punto di vista culturale.

Siamo molto contenti della scelta fatta: dico sempre che, se fossimo rimasti in Italia, probabilmente i nostri figli avrebbero avuto un percorso scolastico diverso e oggi non parlerebbero tre o quattro lingue.»

Portate Napoli in Finlandia: identità o nostalgia?


«Identità, non nostalgia.

Villa Severino” ha un’impronta culturale napoletana: cucina, ristorante, gelateria.

Cerchiamo di portare le nostre radici nel Nord Europa, unendo l’anima italiana con quella nordica.

E piace molto.

L’importante è puntare sempre in alto e alla qualità.»

I finlandesi amano la vostra cucina italiana, ma voi amate la loro materia prima?


«Assolutamente sì.

Loro sono fortissimi su fragole, mirtilli, lamponi: la natura esplode soltanto d’estate, ma in quei mesi dà prodotti incredibili.

Noi li usiamo soprattutto in gelateria e nelle marmellate che abbiniamo a un segmento di degustazione pizza.

Qui a PizzaUp abbiamo parlato anche di frutta in polveri: è una nozione che ho fatto mia subito e che vorrei trasferire nel nostro snack pizza, arricchendolo proprio con una componente di frutta.»

PizzaUp per te è un evento di formazione o un ponte tra culture?


«Entrambe le cose.

Oggi abbiamo appreso molto più di quanto pensassimo: PizzaUp è sempre un gradino sopra, sempre un passo avanti.

Ci aiuta a mettere insieme le due culture, a capire come portare il nostro mondo dentro il loro e viceversa.»

Hai citato Alice nel Paese delle Meraviglie: che c’entra con la pizza?


«La confusione.

Quella vera, autentica, che raccontava ieri Massimo Donà.

Alice era confusa, ma era vera.

E noi cerchiamo di fare lo stesso: vivere la confusione di due culture, due identità, e trasformarla in emozione.

Per farlo ci vuole coraggio, sempre.»

16/11/2025 | autore/autrice:: redazione

(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:

videointervista a PizzaUp 2025

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