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Simone Salerno - Chocolat - Gassino Torinese, TO - Petra Next

SIMONE SALERNO: DA SIENA A GASSINO, LA STORIA DI CHOCOLAT
Tra cioccolato e Palio, Simone Salerno ha costruito un ponte tra due città: Siena, con le sue radici profonde, e Gassino, dove ogni giorno prende forma Chocolat.
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La sua storia comincia a Siena, dove ha mosso i primi passi tra mura antiche e contrade.


«Siena è mamma – racconta – mi ha messo al mondo, mi ha cresciuto, mi ha insegnato a camminare. Poi mi ha detto: vai per la tua strada».

Chi nasce a Siena lo sa: la contrada viene prima di tutto, persino del nome.
Simone è dell’Istrice e non manca mai agli appuntamenti più importanti.
Il 2 luglio e il 16 agosto non è a Gassino, ma a Siena con la sua contrada.


«Il Palio – dice – è come la vita: ti prepari, ma alla fine serve anche la fortuna. E soprattutto: se non ci sei, non vinci».

La sua carriera è iniziata in cucina: prima lavapiatti, poi aiuto cuoco, fino a gestire brigate intere.
Dopo anni frenetici ha sentito il bisogno di fermarsi e cambiare direzione.
In quel momento si è fatto avanti il cioccolato, e poco dopo è arrivata Alessandra, piemontese, che sarebbe diventata sua moglie.
È stata lei a spingerlo a osare: studiare, viaggiare, imparare dai migliori.
Insieme hanno dato vita a Chocolat.

Alessandra non è solo compagna di vita: è anche la voce di ciò che accade in laboratorio.


«Noi stiamo dietro al banco e con le mani in pasta – spiega Simone – ma c’è bisogno di qualcuno che sappia raccontare quello che facciamo.
Io questa fortuna ce l’ho in casa».

Chi entra a Chocolat respira un’atmosfera che ricorda una piccola contrada.
C’è la famiglia – Alessandra e i due bambini, una di quattro anni e uno di sei mesi – e ci sono i collaboratori, ragazzi che Simone ha formato passo dopo passo e che oggi considera quasi fratelli.


«La mia piccola contrada – dice – sono loro.
Lavoriamo, passiamo ore insieme e spesso ci ritroviamo anche fuori».

Dopo il cioccolato sono arrivati anche la pasticceria mignon, immancabile in Piemonte, e i grandi lievitati.
Ogni tanto spunta pure qualche proposta salata, eredità del passato da cuoco.
Il suo cavallo di battaglia? Non ce n’è uno solo.
A Natale brilla il panettone, in altri momenti altre idee.


«È come al Palio – sorride – ogni periodo ha il suo cavallo da tirare fuori».

Oggi Chocolat è il punto in cui le sue due anime si incontrano: quella senese e quella piemontese.


A Gassino, tra praline, mignon e panettoni, vive un pezzo di Siena che accompagna ogni passo di Simone.

19/09/2025 | autore/autrice:: redazione

(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:

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