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Antonio Bellaveduta - Soip Amaur - Andria - Sigep 2024 - Foto da pagina FB Soip Amaur

SOIP AMAUR: LA PUGLIA CHE SA DI BUONO
Ad Andria, tra il profumo degli ulivi e la luce del Sud, c’è un luogo che porta nel nome la sua essenza: Soip Amaur, che in dialetto andriese significa “che sa di buono”.
Un progetto di famiglia, nato da Antonio Bellaveduta, olivicoltore da quattro generazioni, insieme alla moglie Marilena Mansi e ai figli, con il desiderio di creare un locale capace di unire ospitalità, gusto e territorio.



«Avevamo questo sogno da tempo — racconta Antonio — nonostante la mia attività principale sia sempre stata la produzione di olio. Volevamo un posto tutto nostro, e lo abbiamo trovato in un edificio dell’Ottocento, con volte e pietre che incantano chi entra per la prima volta.»


Oggi quel locale è una delle realtà più vivaci di Andria, dove la tradizione si mescola alla creatività dei giovani. In cucina lavorano Pierfrancesco Peloso, pizzaiolo di talento, e Savino Pistillo, chef e sperimentatore instancabile.

«Sono giovani, hanno solo 27 anni, ma un’esperienza enorme. Hanno cominciato da ragazzi e oggi sono dei vulcani, sempre alla ricerca di nuove tecniche e abbinamenti.»

Il menù spazia dalle pizze gourmet ai piatti di mare, sempre con un legame profondo al territorio.


«Nel nostro locale — spiega Antonio — si usa solo olio extravergine d’oliva di nostra produzione. È la nostra firma, anche se i costi oggi sono alti. È il filo verde che ci lega alla terra.»

La burrata di Andria è un’altra protagonista, soprattutto nelle pizze farcite a freddo, dove viene adagiata a spicchi che si aprono sul piatto, liberando tutta la loro cremosità. E poi c’è la Pizza Dulcis, una delle creazioni più originali del locale: cotta “al ghiaccio”, una tecnica che mantiene la parte superiore morbida e la base croccante.

«Una volta pronta, si farcisce con il pesce crudo. È un’esplosione di sapori» racconta Antonio con orgoglio.

Il mare, la campagna, i sapori autentici della Puglia: tutto vive in equilibrio nel menù di Soip Amaur.


«Da noi si mangia anche il pesce crudo, come a Bari o Trani. È una vera cultura, una tradizione che portiamo anche sulle pizze e nei primi piatti.»

In questo progetto familiare, Marilena è il cuore dell’accoglienza.

«È lei l’anima del locale — dice Antonio — gestisce le prenotazioni e coccola i clienti, con una pazienza infinita. Dopo il sabato sera, la domenica cerchiamo di non parlare fino a mezzogiorno… ma ne vale la pena.»

Soip Amaur è il risultato di una sinergia tra generazioni, dove la sapienza di chi viene dalla terra incontra l’energia dei più giovani.


«Mi piace investire nei ragazzi — conclude Antonio — perché sono loro il futuro. Noi mettiamo l’esperienza, loro la visione. È così che nascono le cose buone. Ed è lo stesso spirito che condividiamo con Petra Molino Quaglia, partner con cui condividiamo valori di qualità, artigianalità e crescita continua.»

E sotto le volte ottocentesche di Andria, tra l’odore del forno e l’aroma dell’olio nuovo, Soip Amaur continua a raccontare la Puglia che sa di buono.


02/08/2025 | autore/autrice:: redazione

(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:

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