Tutto comincia nel 1958, quando Noemi, la madre, decide di aprire la sua trattoria in centro.
«Mamma era instancabile — ricorda Maria Cristina — faceva tutto da sola: le pulizie, la pasta fresca, i cappellacci. Ogni mattina tirava sfoglie enormi, da otto o dieci uova, che occupavano tutto il tavolo di cucina.»
Una donna concreta e visionaria, che con una Vespa e due taniche di gelato aveva iniziato a girare le fabbriche di provincia per vendere i suoi prodotti. Poi, con coraggio, aprì il suo locale in città.
Maria Cristina è cresciuta lì, tra i profumi del brodo e le voci dei clienti.
«I miei baby sitter erano loro — sorride — passavo da un tavolo all’altro mentre mamma lavorava. Forse è lì che ho imparato cosa significa accogliere.»
Dopo gli studi, ha scelto di tornare in trattoria nel 2008, esattamente cinquant’anni dopo l’apertura.
«Ho aspettato che i miei figli crescessero e poi ho deciso di rimettermi il grembiule. Ma oggi il mestiere richiede formazione: bisogna conoscere materie prime, tecniche, farine. Non ci si improvvisa più.»
Giovanni, il figlio maggiore, è in cucina con lei.
«Amo la cucina rinascimentale — racconta — studio le ricette antiche, quelle di Bartolomeo Scappi e di Cristoforo di Messisbugo. Durante la pandemia ho riscoperto tanti piatti del Cinquecento, e oggi li ripropongo in chiave attuale.»
Luca, invece, è la voce della sala.
«Mi appassiona il vino — spiega — e mi piace raccontare i piatti ai clienti, farli entrare nella nostra storia. La sala è il biglietto da visita della cucina: una non può esistere senza l’altra.»
La cucina della Trattoria da Noemi è quella ferrarese autentica, dove dolce e salato convivono come nel Rinascimento estense.
Ci sono i cappellacci di zucca con ragù, la faraona arrosto, il capriolo, ma anche un’attenzione moderna al non spreco e alle materie prime locali.
Il piatto simbolo resta il pasticcio di maccheroni ferrarese: una cupola di pasta brisée dolce che racchiude besciamella, tartufo e un ragù bianco di vitello e maiale.
«È la nostra firma — dice Maria Cristina — un equilibrio perfetto tra dolce e salato, tra storia e presente.»
Oggi la Trattoria da Noemi è una vera famiglia allargata: i clienti affezionati, i giovani che entrano curiosi, i turisti che cercano un sapore di casa.
«Ci piace pensare che ogni piatto racconti un’emozione — conclude Maria Cristina — perché la cucina, come la vita, funziona solo se la condividi.»