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Maria Cristina Borgazzi - Trattoria da Noemi - Ferrara - Sigep 2024 - Foto da IG Trattoria da Noemi

TRATTORIA DA NOEMI: UNA STORIA DI FAMIGLIA NEL CUORE DI FERRARA
Da oltre sessant’anni, la Trattoria da Noemi è un punto fermo nel cuore di Ferrara.
Oggi Maria Cristina Borgazzi e i suoi figli portano avanti l’eredità di mamma Noemi, tra sfoglie tirate a mano, piatti rinascimentali e una cucina che parla di famiglia, tradizione e futuro.



«La trattoria è sempre stata casa nostra.»


Così Maria Cristina Borgazzi racconta l’inizio di una storia che attraversa tre generazioni.
Oggi è lei, insieme ai figli Giovanni e Luca, a guidare la Trattoria da Noemi, una delle insegne più amate di Ferrara.

Tutto comincia nel 1958, quando Noemi, la madre, decide di aprire la sua trattoria in centro.


«Mamma era instancabile — ricorda Maria Cristina — faceva tutto da sola: le pulizie, la pasta fresca, i cappellacci. Ogni mattina tirava sfoglie enormi, da otto o dieci uova, che occupavano tutto il tavolo di cucina.»


Una donna concreta e visionaria, che con una Vespa e due taniche di gelato aveva iniziato a girare le fabbriche di provincia per vendere i suoi prodotti. Poi, con coraggio, aprì il suo locale in città.

Maria Cristina è cresciuta lì, tra i profumi del brodo e le voci dei clienti.


«I miei baby sitter erano loro — sorride — passavo da un tavolo all’altro mentre mamma lavorava. Forse è lì che ho imparato cosa significa accogliere.»


Dopo gli studi, ha scelto di tornare in trattoria nel 2008, esattamente cinquant’anni dopo l’apertura.


«Ho aspettato che i miei figli crescessero e poi ho deciso di rimettermi il grembiule. Ma oggi il mestiere richiede formazione: bisogna conoscere materie prime, tecniche, farine. Non ci si improvvisa più.»

Giovanni, il figlio maggiore, è in cucina con lei.


«Amo la cucina rinascimentale — racconta — studio le ricette antiche, quelle di Bartolomeo Scappi e di Cristoforo di Messisbugo. Durante la pandemia ho riscoperto tanti piatti del Cinquecento, e oggi li ripropongo in chiave attuale.»

Luca, invece, è la voce della sala.


«Mi appassiona il vino — spiega — e mi piace raccontare i piatti ai clienti, farli entrare nella nostra storia. La sala è il biglietto da visita della cucina: una non può esistere senza l’altra.»

La cucina della Trattoria da Noemi è quella ferrarese autentica, dove dolce e salato convivono come nel Rinascimento estense.
Ci sono i cappellacci di zucca con ragù, la faraona arrosto, il capriolo, ma anche un’attenzione moderna al non spreco e alle materie prime locali.


Il piatto simbolo resta il pasticcio di maccheroni ferrarese: una cupola di pasta brisée dolce che racchiude besciamella, tartufo e un ragù bianco di vitello e maiale.


«È la nostra firma — dice Maria Cristina — un equilibrio perfetto tra dolce e salato, tra storia e presente.»

Oggi la Trattoria da Noemi è una vera famiglia allargata: i clienti affezionati, i giovani che entrano curiosi, i turisti che cercano un sapore di casa.


«Ci piace pensare che ogni piatto racconti un’emozione — conclude Maria Cristina — perché la cucina, come la vita, funziona solo se la condividi.»

25/06/2025 | autore/autrice:: redazione

(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:

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