Il nome non è stato scelto a caso.
, in siciliano, significa tavolata, scampagnata, mangiata tra amici: un termine che mette subito di buonumore, che sa di risate e convivialità.
Ed è proprio questo lo spirito che si respira entrando nel locale: non solo pizze, ma momenti da vivere insieme.
La pizza qui non è mai banale. È contemporanea, con il bordo alto e un impasto che riposa almeno 48 ore. Da otto anni la base fedele è la farina
Petra, scelta per leggerezza e digeribilità.
Sopra ci va tutta la Sicilia: formaggi e salumi DOP, oli extravergini dei Monti Iblei, prodotti dell’Etna. Ogni morso è un viaggio nei sapori dell’isola.
Dietro al banco e in sala c’è una squadra giovane e affiatata: una ventina di ragazzi che hanno trasformato il lavoro in una vera famiglia.
Molti arrivano dagli istituti alberghieri, altri hanno scelto questa strada per interesse e curiosità, ma tutti condividono lo stesso entusiasmo.
«Ci sosteniamo a vicenda – racconta Fatos – e questo crea un’energia speciale che i clienti percepiscono subito».
E poi c’è Ortigia, che fa da cornice a tutto questo. Poteva nascere altrove? Probabilmente no.
Questo quartiere è storia e bellezza, un cuore pulsante che rende ogni esperienza più intensa.
Anche durante il G7, quando i riflettori del mondo erano puntati su Siracusa, Schiticchio ha confermato di essere un punto di riferimento per chi cerca autenticità.
In ogni pizza servita c’è il lavoro dei produttori, la creatività della squadra e il calore di chi crede nello stare insieme.
Schiticchio non è soltanto una pizzeria, ma una “schiticchiata” continua: una festa che invita a sedersi e sentirsi parte di qualcosa.
«Quello che conta – sorride Fatos – è vedere le persone felici insieme. Perché la Sicilia, in fondo, è tutta qui: calore, comunità e sapori che non ti lasciano più».