a Mezzano di Primiero (Trento), definisce il lavoro artigiano come un processo di trasformazione reale. Per lei, le mani non sono solo strumenti: sono il punto in cui il pensiero prende forma.
Il fulcro della sua attività è il tatto. Toccare il prodotto è un passaggio necessario: serve a guardare, capire e infine ragionare su ciò che verrà servito. La manualità non è un automatismo, ma il filtro attraverso cui passa la qualità che arriva al cliente.
A Biscotti Revolution ha spiegato che la felicità di chi assaggia nasce proprio da lì, dalle mani che plasmano e trasformano la materia prima. Nel gesto manuale c’è una responsabilità precisa: restare concentrati, essere soddisfatti di ciò che si produce, perché quel prodotto deve restituire un valore reale a chi lo consuma.
Per Valentina, le mani tengono insieme due dimensioni. Da una parte l’istinto, il bisogno primordiale di toccare e sentire la consistenza; dall’altra il ragionamento, la comprensione di ciò che si sta costruendo per garantire un risultato gustativo preciso.