Francesca ha messo le mani ovunque: nel forno, in sala, tra i dolci. Si muove con naturalezza tra impasti e sorrisi, sempre pronta a ricominciare da capo.
Gianna anima la sala, che per lei è un piccolo teatro: niente formalità, solo ospiti da accogliere come vecchi amici. Oggi porta la sua curiosità anche sulle pizze, che disegna come pagine di un diario di viaggio.
Eva è arrivata dopo, ma sembra esserci sempre stata. Sommelier, accompagna ogni fetta con il calice giusto, e soprattutto con quella leggerezza che trasforma una cena in una serata da ricordare.
Una pizza che parla più lingue
Le pizze di Zenzero non hanno confini. Una porta i profumi della Sicilia con sarde e finocchietto selvatico, un’altra si ispira alla focaccia di Recco, mentre una terza raccoglie suggestioni dal Marocco. È un menu che viaggia come loro: libero, curioso, mai uguale a se stesso.
Vino e sala: il filo invisibile
Chi entra trova una carta dei vini che tocca quasi tutte le regioni italiane. All’inizio qualcuno esita, ma poi scopre che pizza e vino possono camminare insieme, e spesso non torna più indietro. La sala diventa così il filo invisibile che tiene tutto unito: un luogo dove si parla, si ascolta, ci si lascia guidare.
Energia che non si spegne
Negli ultimi mesi le nuove pizze hanno avuto tutte un grande successo. “Dormiamo pensando a nuove ricette” raccontano ridendo, e basta guardarle per crederci. Non cercano protagonismi: a brillare è il gruppo, che si muove come un’unica realtà.
Da Zenzero non si va solo a mangiare. Ci si siede, si ascolta, si ride. Ci si lascia sorprendere. E quando si esce, resta addosso la sensazione di aver fatto parte, per un momento, di una piccola storia che continuerà a crescere.