Da venticinque anni porta avanti, con la sua famiglia, un ristorante affacciato sul mare. Oggi è anche parte della comunità di
«Siamo fortunati», dice.
«Petra ci dà gli strumenti, la fiducia, una visione. Ma il resto tocca a noi: ingegno, tecnica, tempo».
E il tempo, per lui, è tutto. Non si vede, ma c’è. C’è nell’organizzazione, nella maturazione degli impasti, nella cura dei dettagli.
Anche nel modo in cui usa il forno: non solo la sera per la pizza, ma anche la mattina, sfruttando il calore che resta per cuocere pane, salsa di pomodoro e altro.
«Così non si spreca nulla. È il modo più naturale per valorizzare quello che abbiamo».
Acquamarina è fatta di queste scelte quotidiane. Di famiglia, di costanza, di rispetto per il territorio. E lo si vede anche nel nuovo menù estivo: tra le novità, una pizza burro e acciughe fatta con burro montato in casa, a partire dalla panna.
«Ci mettiamo le mani, l’attenzione, il tempo. Anche le cose semplici hanno bisogno di tanto lavoro».
E poi c’è Tonno Subito, la pizza che Vincenzo ha portato al Bob Fest, l’evento pensato per valorizzare la Calabria.
«Sì, il Bob Fest è nato per quello. Ma alla fine, qui vince tutto il Sud», dice.
Il nome della pizza è una battuta: niente è “subito”, anzi. Il tonno lo fa marinare a secco per diversi giorni, e poi lo serve con tartare di datterini locali, salsa di acciughe, senape, olio al basilico.
Un piatto che racconta tecnica, territorio e una certa idea di Sud.
Perché alla fine non è solo questione di gusto.
«La pizza del Sud oggi c’è. Studia, lavora, si fa sentire. C’è chi dice che siamo anche più bravi… io non lo dico, per umiltà. Ma l’anima ce la mettiamo. E i meriti ce li prendiamo».
Cristina annuisce: «Ve li meritate tutti. State portando nuova energia nel mondo della pizza».
A Sud ci si mette il cuore, anche nelle cose più semplici. Vincenzo lo fa ogni giorno, senza fretta, senza clamore. Ma chi assaggia, se ne accorge.