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Gabriele Scandurra - L'Evoluzione Pizzeria Contemporanea - Catania - Petra Next

CATANIA, L’EVOLUZIONE DI UNA PIZZA E DI UN PIZZAIOLO
Catania è tatuata nel cuore di Gabriele Scandurra.
Non è solo la città in cui è nato e cresciuto, ma la fonte d’ispirazione che ritorna in ogni impasto e in ogni idea di cucina.
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Librino, il punto di partenza

Librino, quartiere popolare e complesso, è l’inizio della sua storia: «Mi piace raccontarlo sempre – dice – perché dimostra che anche da lì possono nascere amicizie, progetti e sogni».


Il suo sogno, però, non era fatto di farina e lievito. Da ragazzo voleva diventare calciatore.

«A 17 anni ero convinto che quella sarebbe stata la mia strada. Poi, quando ho cominciato a fare le prime pizze, ho visto una luce che nessun altro lavoro mi dava. Non guadagnavo nulla, ma mi sentivo vivo».

La pizzeria della zia e la scoperta della pizza

Quella luce si accese nella pizzeria di sua zia, a Nicolosi, ai piedi dell’Etna.
Lì, osservando gli chef dell’albergo vicino, capì che la pizza non doveva per forza essere sempre uguale. Iniziò a reinterpretare le ricette, sperimentando con ingredienti scelti e trattati con cura.


«Ho capito che la pizza poteva cambiare, che non era solo tradizione ma anche possibilità di creare qualcosa di nuovo».

La gavetta e la svolta

La fortuna di Scandurra fu vivere entrambe le epoche: la pizza tradizionale di venti o trent’anni fa e i primi passi della pizza contemporanea.

«Ho visto l’evoluzione con i miei occhi. Per questo, quando ho aperto la mia pizzeria nel 2022, non potevo che chiamarla L’Evoluzione. È un progetto che ogni anno cambierà con me, perché sono un creativo e ho bisogno di crescere continuamente».

La crescita è passata anche dai grandi maestri italiani: Bonci, Luca Pezzetta, Simone Padoan.


«Confrontarmi con loro è stato fondamentale. Ho capito che l’innovazione non esclude la tradizione, anzi: la trasforma».

La farina come legame con la terra

L’attaccamento a Catania e alla Sicilia si traduce anche in una scelta precisa: aderire al progetto Petra Evolutiva.


«Pensare che a pochi chilometri da casa mia cresce il grano che diventa farina evolutiva, e che io lo impasto per i miei clienti, è un’emozione unica. Cambia di anno in anno, si adatta al clima e al territorio. È un prodotto vivo, che ti obbliga ad ascoltarlo e a capirlo, e da cui nascono sempre pizze diverse».

Sul sacco della farina c’è anche il suo nome: un segno di appartenenza e di responsabilità.


«Oggi spesso non si sa cosa si usa. In questo caso, invece, siamo maniacali: dal campo all’impasto. È un percorso trasparente, autentico, che racconta un modo nuovo di fare pizza».

Una serata per rendere onore a Catania

Accanto al lavoro quotidiano, Scandurra ha voluto celebrare la sua città insieme all’amico chef Manuel Tropea, del ristorante Concezione.
Insieme hanno organizzato una serata speciale che non è stata solo una cena a quattro mani, ma un atto di riconoscenza verso Catania.


«Abbiamo reinterpretato piatti storici e aneddoti dei nostri nonni, unendo le forze. Ogni morso era un viaggio per le strade della città: la rosticceria, le viuzze, i monumenti, il fico d’India. È stata un’esperienza bellissima».

Catania come una donna che si prepara per la festa

Per Gabriele, Catania è tante cose insieme: inclusione, cultura, aggregazione.
È luce e ombra, è fatica e festa.


«È come una donna che si prepara per la festa: va amata, rispettata e raccontata».

E lui, con la sua pizza, lo fa ogni giorno.
Perché l’evoluzione non è solo il nome della sua pizzeria, ma il filo che lega il passato al futuro, la tradizione alla creatività, la città alle mani di chi la impasta.

16/04/2025 | autore/autrice:: redazione

(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:

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