«Tutto è cominciato con uno stabilimento balneare che ho gestito per diverse stagioni. A un certo punto ho sentito l'esigenza di dare continuità alla mia attività durante tutto l'anno e ho deciso di aprire Fermento.
Oggi lavoriamo sia d'inverno sia d'estate, seguendo quello che ogni stagione ci offre e valorizzando gli ingredienti disponibili nei diversi periodi dell'anno».
Cosa rende particolare la villa che ospita il locale?
«Ci troviamo in un luogo bellissimo, con una vista sullo Stretto di Messina. La villa è in una posizione leggermente rialzata rispetto al mare e ci permette di abbracciare con lo sguardo sia la costa sia la collina.
Per me questo legame con l'ambiente circostante è fondamentale, perché tutto ciò che utilizziamo, dalla farina al pomodoro, ha origine dalla natura».
Perché hai scelto il nome Fermento?
«Il nome è nato ancora prima che diventassi pizzaiolo. Provengo da una famiglia di pasticceri e gelatieri e mio padre continua a occuparsi dell'attività di famiglia.
Il fermento è qualcosa che sento dentro ogni giorno. È la voglia continua di muovermi, migliorare, prendermi cura delle materie prime e approfondire il mondo delle fermentazioni.
Mi occupo di tante preparazioni, dai cornetti alle brioche, dalla pizza ai panettoni, e sperimento anche fermentazioni a partire da frutti come mele e prugne.
Per questo Fermento non è semplicemente un nome, ma un'idea che prima è maturata dentro di me e poi ha preso forma attraverso il mio lavoro».
Quanto conta la creatività nel tuo lavoro?
«È ciò che mi mantiene sempre stimolato. Sono una persona molto creativa e questo mi porta a cambiare spesso ingredienti e ricette, a cercare continuamente qualcosa di nuovo.
Naturalmente non tutto riesce sempre alla perfezione, ma anche gli errori diventano occasioni per imparare. Soprattutto quando si lavora con le fermentazioni spontanee, bisogna accettare che la materia sia viva e in continua evoluzione».
Quali sono i profumi che associ alla tua Calabria?
«Per me la Calabria ha tantissimi profumi. Mio nonno era un agricoltore e sono cresciuto nei campi, raccogliendo anche i limoni.
Penso al grano, agli agrumi, al bergamotto, ma anche ai prodotti del mare, come il tonno e il pesce spada, oppure al maialino nero. È una terra che offre tantissimo e che non si può raccontare attraverso un solo ingrediente.
In fondo, anche Fermento nasce da questa varietà di prodotti e di esperienze».