Qual è la filosofia alla base della tua pizzeria e quali farine utilizzi?
«Il mio lavoro si concentra sulle farine biologiche, quindi Petra bio tipo 0 e tipo 1, ma utilizzo anche una farina evolutiva della stessa gamma. Cerco di stare il più possibile vicino al prodotto: lavorare con ingredienti, farine e topping biologici quando possibile. Attualmente lavoro su una pizza classica, di ispirazione napoletana.»
Perché hai scelto di puntare in modo così deciso sul biologico?
«È prima di tutto una convinzione personale: consumo prodotti bio nella mia vita quotidiana ed era importante proporre la stessa cosa ai miei clienti. Soprattutto in una zona dove non è così facile trovare pizzerie che lavorano esclusivamente con farine biologiche.»
Hai cambiato il tuo modo di lavorare dall’apertura a oggi?
«Non ci sono stati cambiamenti forzati. Ho aperto relativamente tardi, quattro o cinque anni fa, dopo un cambio di percorso professionale, quindi avevo già le idee abbastanza chiare su quello che volevo proporre. Fin dall'inizio ho costruito qualcosa che mi rappresentasse. Negli ultimi quattro anni ci sono stati solo piccoli aggiustamenti, ma niente di sostanziale.»
Cosa bolle in pentola per il futuro?
«Il cambiamento più importante sarà l'apertura di un secondo punto vendita, qualcosa di più grande. Probabilmente resterò sul biologico, ma con l’idea di lavorare su un altro tipo di pizza, come la teglia o la romana. Il progetto nasce dal desiderio di proporre prodotti più adatti al consumo sul posto, che funzionano meno nell’asporto rispetto alla pizza tradizionale.»