“È la mia prima volta in Calabria, e sono emozionata di essere proprio qui con te, con un calabrese vero.”L’intervista comincia così, con la voce sorridente e sincera di Cristina Viggè, accolta da Alessandro Plastina con calore e naturalezza.
Ci troviamo in Calabria, in occasione del Bob Fest. Ma soprattutto, in un territorio che ha scelto di rimettersi in cammino, a partire dalla sua identità più autentica: la terra.
Alessandro, titolare delle pizzerie Mimosa e 300 Gradi e da anni Petra Partner, condivide con Petra non solo la scelta delle farine, ma una visione: quella di una sostenibilità concreta, fatta di scelte quotidiane, attenzione alle persone, valorizzazione dei luoghi.
“Per me la sostenibilità comincia dai miei dipendenti – racconta –. Cerco di dare loro non solo un lavoro, ma anche il tempo per vivere. E poi uso farine che raccontano una storia, come quelle del progetto Neogranìa.”
Ed è proprio quella storia che ora si apre a una nuova fase.
Dopo aver aderito due anni fa al progetto delle popolazioni evolutive in Sicilia, Alessandro è oggi tra i protagonisti del percorso che porterà alla prima semina evolutiva in Calabria, prevista per novembre 2025, e al primo raccolto nel 2026.
La semina avverrà nel cuore dell’altopiano della Sila, grazie alla collaborazione con un agricoltore che ha scelto di abbracciare il progetto.
La farina arriverà nel 2026: sarà il frutto di un dialogo vivo tra suolo, clima e gesto umano.
“Appena mi hanno proposto di partecipare, ho detto subito sì. Ho già in mente un prodotto da creare con la mia farina calabrese… ma è ancora presto per parlarne. Ci sto lavorando!”
Il sogno è quello di realizzare una pizza interamente calabrese, dalla farina ai condimenti.
E non solo: Alessandro immagina già un’estensione del progetto, con un orto accanto alla pizzeria dove coltivare personalmente le verdure per i topping.
“È un’idea che ho visto realizzare da un collega del Nord e che voglio portare anche qui. Mi piacerebbe usare le mie verdure per completare una pizza davvero 100% calabrese.”
La Calabria, del resto, ha molto da offrire: prodotti dell’agricoltura, dell’allevamento, del mare. Ma per valorizzarli servono coraggio, visione e responsabilità.
“La nostra regione ha grandi potenzialità. Negli anni abbiamo perso terreno rispetto ad altre realtà, ma questo progetto è un’occasione concreta per rimetterci in gioco, partendo dall’agricoltura, una delle nostre ricchezze più importanti.”
Neogranìa – come ricordano sempre Chiara Quaglia e Piero Gabrieli – è un progetto che “parla di territorio, partendo dal territorio”. E Alessandro ne incarna lo spirito con convinzione.
Quello che sta nascendo in Calabria non è solo un campo di grano, ma una visione di futuro condiviso, in cui la qualità del cibo coincide con la qualità della vita e il rispetto delle risorse.
“Ci divertiremo – sorride –. Quando avrò quella farina tra le mani, sarà come avere un pezzo della mia terra. Vera, autentica. E la condivideremo con tutti.”