INTERVISTA ADOTTANTI SICILIA
Natale Laganà è uno di quelli che ci ha creduto fin dall’inizio. Ogni anno, prima della semina, si sente con Luca in una lunga telefonata per aggiornarsi e scambiarsi idee. “Mi chiede sempre: che c’è di nuovo quest’anno?”, racconta Giannino davanti a un pubblico attento. E proprio quella voglia di fare qualcosa di diverso ha portato Natale a scommettere su un pane unico, fatto solo con farina Evolutiva e lievito madre.
“Lo preparo soprattutto la sera, verso le 4 o le 5 – spiega – così la gente può gustarlo fresco. È un modo per distinguersi dal solito pane che si trova al mattino”. E a quanto pare, funziona: chi lo assaggia, dice che è buonissimo e non vuole più tornare indietro.
A Messina, dove si usa ancora molto grano tenero, il pane di Natale rappresenta una piccola rivoluzione. “Chi prova questi pani, realizzati anche con farine speciali e grani germogliati, nota subito la differenza”, sottolinea con orgoglio.
Ma non è solo questione di gusto. Per Natale, aderire a questo progetto ha anche un valore etico. “È bello sapere che dietro al prezzo della farina c’è il giusto riconoscimento per chi lavora la terra”, dice. E ringrazia il Molino Quaglia e in particolare Giuseppe Li Rosi, agricoltore che ha creduto nella visione di una filiera trasparente e sostenibile.
“Non bisogna svendere il nostro lavoro – conclude Natale – dobbiamo valorizzarlo, così come valorizziamo i prodotti che portiamo ogni giorno in panetteria”.
Luca, ascoltando, chiude con una frase semplice che racchiude il senso di tutto: “Altrimenti non avremo niente da trasformare”.
Un messaggio chiaro: senza agricoltura giusta, non ci può essere pane buono.
(ndr) Testo rielaborato da trascrizione originale. Fonte:
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