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Recensione 1 / Ottocento a Bassano del Grappa


​Non di solo pane vive l'uomo. E ovviamente nemmeno di sola pizza. Tuttavia se pane e pizza sono di grande qualità, ci si potrebbe anche accontentare.

E qui, in questa locale in mezzo al verde, appena decentrato nella bella Bassano, che non vive di solo celebre Ponte, la qualità dei lievitati è di prim'ordine.

Certo il frutto del lavoro di Riccardo Antoniolo, cresciuto alla corte di Luca Montersino, è la dimostrazione come entusiasmo e competenza siano indispensabili per far crescere la fama di un locale che ormai è una meta sicura, soprattutto per chi viene da fuori città.

La cucina si registra a seconda delle stagioni: il Veneto è il padrone assoluto, ma lo sfizio non è così ossessionato dal territorio. Semmai si punta sulla qualità dei prodotti e, in maniera sempre più radicale, sul biologico, che come dice Riccardo non è automaticamente una garanzia, ma bisogna sapere scegliere anche qui.

Ed è ormai diventata la ragione di vita da portare il ristorante ad avere una certificazione biologica totale, probabilmente il primo in Italia. Un riconoscimento straordinario.

Poi, come detto, si viene soprattutto per i lievitati, ma sarebbe un peccato dimenticare il resto, a cominciare dalla pasticceria, altro punto a favore.

Ecco allora tra gli antipasti il rotolo di coniglio e l'insalata di piovra; tra i primi i tortelli Ottocento, con vitello, culatello e spinaci; e tra i piatti unici il curioso vitello e tonno, lo sfizioso tonno siciliano, ovviamente il baccalà.

Lievitati: da scegliere tutti verrebbe da dire, andate secondo le vostre preferenze. Non ve ne pentirete.


Adriano De Grandis
fonte: http://www.identitagolose.it/news/view.php?id=118



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