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Lo spiedo bresciano sulla pizza è Rock


Genialità e genius loci. Visione e memoria. Sperimentazione e tradizione. Gli addendi non cambiano anche per Patrick, alle redini, col fratello Gianluca e con tutta la family, di Rock - Zanoni dal 1978...

Per via di nonno Giovanni, conosciuto come Roc, roccia, uomo tutto d’un pezzo, a San Faustino di Bione, in quella Conca d’Oro che, a 450 metri di altitudine, fa parte della Valsabbia. Dove la natura si vede e si sente.

«Amo lo sport. Prima giocavo a calcio. Ora prediligo la corsa. Perché correndo ritrovo la pace interiore, riesco a isolarmi e mi vengono le idee. Se devo andare in salita scelgo percorsi vicini, a Bione e dintorni. Ma ogni tanto viro verso il Lago di Garda», spiega l’artigiano.

Patrick che cammina la sua terra. Come Luigi Veronelli camminava le vigne. Per onorarla e omaggiarla, specialmente in un anno in cui Brescia, con la vicina e sodale Bergamo, è Capitale Italiana della Cultura.

«Nel giorno di San Faustino, che è il nostro patrono e che viene dopo il dì di San Valentino, abbiamo lanciato un menu degustazione dedicato a Brescia. Interpretando e rileggendo i piatti del territorio in chiave pizza».

Come accade per la PalaSpiedo. Alla base: un impasto alquanto croccante, complici le farine Petra e il mais di Storo, a rammentar la polenta.

Al top: lo spiedo bresciano, evocato più che altro nel suo profumo. Il che significa crema di patate al burro, patate saltate in padella, salvia fritta e crumble di mombolini, gli indigeni involtini di maiale. Ma in menu (a cena, su prenotazione, eccetto il sabato) vi sono anche gli spicchi col manzo all’olio; col luccio alla gardesana e chips di polenta ai capperi; e con le sarde in saor, caviale e gel al Franciacorta. E ancora, pà e salam; la schiacciata col pestöm, fonduta di formaggella e radicchio dell’orso; nonché quello che voleva essere un malfatto al bagòss e invece è una pizzina fritta con erbette spontanee e salsa all’iconico caseus di Bagolino. Mentre i calici accolgono tre diversi itinerari, per un tour nel terroir.

Tanta brescianità nella carta di Rock (corredato dallo Spazio Rock, wine & cocktail bar dalle atmosfere soffuse). Visto che Zanoni pesca ampiamente dal paniere endemico, arricchendo le pizze con formaggi della Valsabbia, oli extravergine gardesani e miele dell’apicoltura Simone Pedroni di Agnosine. Dando così voce ai piccoli produttori. Ma bresciane sono anche le posate Mepra. E bresciano è l’architetto (fautore del restyling) Roberto Zanchi, capitano di Paalko, realtà di San Felice del Benaco.


Cristina Viggè
fonte: https://www.identitagolose.it/ermes/newsletter/?id=615

Leggi il testo integrale nel link FONTE (qui sopra)

 

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