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OLIVIERI 1882


Nicola Olivieri, classe 1986, rappresenta il punto di svolta nell’attività imprenditoriale di famiglia e ha nel suo Dna lo spirito del visionario moderno.

Il paese di Arzignano, nel vicentino, è universalmente noto per l’altissimo numero di aziende che operano nel settore del trattamento delle pelli. Le cosiddette concerie, che qui si incontrano a ogni angolo di strada e caratterizzano per svariati chilometri il panorama geografico locale, nella classica iconografia, se vogliamo, forse anche un po’ abusata, del Veneto produttivo motore dell’Italia.

In realtà, da queste parti, anche il mondo del food ha qualche buona carta da giocare, non solo con la ben nota macelleria Damini e Affini, presente in diverse guide gastronomiche, ma anche grazie alla pasticceria Olivieri 1882, che, come rivela l’anno di nascita, ha alle spalle una lunga storia oltre a un recente passato di novità ed espansione, sviluppate grazie alla spinta creativa delle nuove generazioni. Ma andiamo per ordine.

Nicola Olivieri, classe 1986, rappresenta il punto di svolta nell’attività imprenditoriale di famiglia e ha nel suo Dna lo spirito del visionario moderno. Ha saputo costruirsi negli anni un percorso di apprendistato e conoscenza della materia passando prima dalla realtà locale e dagli insegnamenti dei genitori, poi dalle esperienze all’estero che lo hanno portato fino a Melbourne, in Australia, nelle vesti di pastry chef e, infine, al rientro vicentino nel 2010.

L’idea è di voler allargare le possibilità di quello che da semplice brand territoriale è diventato oggi un’azienda con una importante fetta di esportazione in altri Paesi, con uno shop e laboratorio modernissimi proprio nel centro di Arzignano e il proprio core business centrato sul mondo dei lievitati artigianali. Anche se poi la produzione per il negozio/bar in realtà si preoccupa di spingere le competenze fino alla panetteria, alla pralineria, alla gelateria e al mondo della prima colazione, cui si aggiunge anche un ampio spazio dedicato alla pizza, che, causa Covid, nell’ultimo anno ha però funzionato a singhiozzo.

Certo, ne sono passati di decenni da quando l’antenato e fondatore Luigi inaugurò il primo forno nel 1882 e a dire il vero anche dagli anni Settanta con i successi del Pan Biscotto e delle ciambelle di nonna Miranda, queste ultime ancora sono in produzione e rappresentano il punto di congiunzione tra passato e futuro.

Oggi Olivieri 1882 ha come prodotti di punta – e maggiormente riconosciuti – i classici dolci delle feste all’italiana, ovvero il panettone, il pandoro e la colomba, tutti in qualche modo celebrati nell’ultimo lustro come prodotti lievitati di alta qualità, certificata anche da molti addetti ai lavori al punto che nel 2019 Gambero Rosso ha portato la Colomba Olivieri sul gradino più alto del podio tra le Colombe artigianali d’Italia, con il suo soffice impasto di lievito madre, le farine di Molino Quaglia e le 48 ore di lievitazione.

Il luogo che però racconta meglio la crescita professionale di Nicola rimane il grande spazio industriale Olivieri 1882 di via Alberti ad Arzignano: un grande capannone ristrutturato e multifunzione che oggi rappresenta lo scrigno di tutti i sapori della casa...


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Gualtiero Spotti
fonte:
https://cookinc.it/olivieri-1882/

Foto di Benedetta Bassanelli

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